Lo spread Btp/Bund tratta a 134,6 punti base, in lieve rialzo rispetto ai 134 pb della chiusura di ieri.
Entrando nel dettaglio dei numeri macro, dai Pmi odierni dell'Eurozona è emerso che il Vecchio Continente continua sì a crescere, grazie soprattutto al sostegno della Bce, ma non bastano gli “zero virgola” ad infondere quella fiducia di cui i listini azionari e obbligazionari hanno bisogno in questo periodo di transizione.
L’indice Ism servizi Usa di aprile pari a 55,7 punti ha più che confermato le aspettative odierne, si ricorda il dato di 54,5 di marzo. L'indagine suggerisce una modesta ripresa di ordini, occupazione e prezzi e segnala un'accelerazione dell'attività nel secondo trimestre.
Nel frattempo, sul fronte ellenico, per gli analisti di Morgan Stanley l'esito più probabile è che la Grecia superi la revisione del piano di salvataggio da parte dei creditori internazionali. Infatti emerge come i potenziali benefici compensino a pieno i rischi in quanto dopo l'ok partirà la discussione sul debito, non in forma di tagli nominali, ma di allungamento delle scadenze e di periodi di grazia, fattori che alleggerirebbero considerevolmente il peso della posizione debitoria di Atene.
Pesa sul mercato obbligazionario europeo l’alert della nota società di rating Moody’s, la quale ha commentato i deboli segnali di ottimismo settimanali sottolineando che nonostante le riforme attuate, il Vecchio Continente non ha ancora quei sostegni adeguati di cui avrebbe bisogno in caso di nuove crisi, le quali potrebbero essere imminenti dati i cambiamenti storici che sta affrontando (tassi d’interesse negativi, elevato debito a fronte di scarsa crescita, bassa competitività a livello mondiale). (riproduzione riservata)