La Commissione europea lancia l'allarme sulla situazione economica in Italia, tagliando le stime di crescita sia per quest’anno che per il prossimo. Sono state ridotte le previsioni sul Pil del 2014 e del 2015, portandole rispettivamente dal +0,6% delle stime di primavera al -0,4% e dal +1,2% al +0,6%. Per il 2016 la Commissione ha stimato invece un'espansione dell'1,1%. Preoccupanti anche i dati sul debito pubblico, sui quali ha posto grande attenzione il vicepresidente della Commissione Jyrki Katainen, che ha affermato: “Non è vero che i paesi con i più grandi debiti pubblici crescono più in fretta, anzi è esattamente il contrario”. Il rapporto quest’anno si attesterà al 132,2% del Pil, raggiungerà il livello record nel 2015 al 133,8% per poi scendere nel 2016 al 132,7%. Migliori invece le stime sul bilancio: il robusto consolidamento fiscale consentirà di rispettare i parametri di Maastricht. Il rapporto deficit/Pil nel 2014 si attesterà al 3%, scenderà al 2,7% il prossimo anno e sarà pari a 2,2% nel 2016.
Presentato inoltre l'indice dei prezzi alla produzione dell'Eurozona, che è migliorato leggermente a settembre: cresciuto dello 0,2% su base mensile mentre è sceso dell'1,4% a livello annuale (consenso a -1,5%). Importante l’ aumento dei costi energetici, che in genere non rappresenta un driver sostenuto. Il risultato non offre sollievo alla BCE, che si troverà a fronteggiare mesi di inflazione molto bassa, le cui stime sono state tagliate per l’anno in corso dallo 0,7% allo 0,2% e per il prossimo anno dall’1,2% allo 0,5%.
Spread in deciso allargamento: tra Btp decennali e omologhi tedeschi si attesta a quota 164 punti base dai 155 della chiusura di ieri, con rendimento al 2,37%. Il differenziale Bonos/Bund segna 139 punti.(riproduzione riservata)