Lo spread Btp/Bund ha archiviato la seduta a 131,837 punti base, poco mosso rispetto alla chiusura di ieri a 131,103, dopo che la Banca centrale europea ha deciso di rimanere ferma. All'Istituto, infatti, serve più tempo per valutare il reale impatto della Brexit sulle prospettive di crescita e di inflazione del Vecchio Continente. Nei prossimi mesi, forse già a settembre, il quadro potrebbe essere più chiaro. La Bce ha confermato che ci sono rischi al ribasso sulla crescita dell'Eurozona, che sono aumentati dopo il referendum in Gran Bretagna, ma il presidente Mario Draghi, si è riservato di decidere eventuali ulteriori manovre non prima di aver valutato l'impatto della Brexit, quando saranno pubblicate a settembre le nuove stime dello staff della Bce. Il numero uno dell'Istituto di Francoforte ha poi precisato che la tipologia di ulteriori possibili manovre non è stata oggetto della discussione oggi, ma la Bce resta pronta, capace e desiderosa di agire se necessario. Draghi, non ha detto nulla di sorprendente per i mercati, inotre la resistenza del mercato alla Brexit, l'attesa di maggiori informazioni per poter verificare gli effetti del voto in Gran Bretagna, magari già a settembre, e, ancora una volta, l'invito ai Governi a procedere sulle riforme strutturali sono stati i passaggi chiave del discorso odierno del presidente. In linea teorica il meeting di oggi è stato uguale a quello di inizio giugno. I membri dell'Istituto di Francoforte hanno sottolineato "l'incoraggiante resilienza del mercato". Non stupisce come Draghi abbia ricordato i limiti della politica monetaria e la necessità di adottare riforme strutturali come forward guidance attraverso cui la Bce si mostra sempre più riluttante ad assumersi tutto il peso dello stimolare la crescita dell'Eurozona. (riproduzione riservata)