I rendimenti del reddito fisso europeo si sono attestati in rialzo, con le vendite che si sono concentrate sui bond dei Paesi core. Il focus degli operatori è puntato ora sulla riunione di politica monetaria della Bce prevista per giovedì e tra i membri dell’Istituto sembra esserci l’orientamento comune di non agire tempestivamente. Nella giornata di lunedì l’esponente francese Christian Noyer ha confermato che il programma in corso è ben calibrato e che non necessita di aggiustamenti a breve termine. Nel frattempo il Bank lending survey trimestrale della Bce ha segnalato il lieve miglioramento delle condizioni del credito e una domanda di prestiti più forte, a conferma degli effetti positivi che sta producendo il Qe. Il tasso del Bund decennale ha chiuso in rialzo allo 0,629%, mentre il Btp a 10 anni si è attestato all’1,67%, per un differenziale con l’omologo tedesco fermo a 104 pt. Il rendimento del Bonos spagnolo è salito all’1,82%, con lo spread Bonos/Bund a quota 109 pt. Sul fronte macro si evidenzia solamente il decremento dell’indice dei prezzi alla produzione tedesco, che è sceso dello 0,4% mensile a settembre, per una contrazione del 2,1% a livello tendenziale, contro il -1,7% atteso. L’indicatore core ha invece registrato una flessione dello 0,1% mensile e dello 0,6% annuale. Il costo di finanziamento del Treasury americano tratta quindi in rialzo sul 2,07%, dopo che i dati sull’attività edilizia non hanno mostrato spunti rilevanti. Dal lato valutario, infine, la moneta unica europea ha beneficiato di un leggero apprezzamento nei confronti del dollaro, con il cross Eur/Usd che viaggia in rialzo a 1,1341. (riproduzione riservata)