Con il ritorno della propensione al rischio sull’azionario, anche l’obbligazionario nella giornata di venerdì ha recuperato terreno. L’apertura dei lavori a Shanghai per il G20 molto probabilmente non smuoverà l’obbligazionario nei prossimi giorni; il mercato vede questo incontro come un’appuntamento di tante parole e poca sostanza, dove i ministri e i banchieri si limiteranno a discutere e a prendere conoscenza di situazioni legate all’economia mondiale che il mercato ha già prezzato tempo addietro. La giornata di venerdì è stata positiva sin dalle prime battute, alla luce sia dell’incremento del prezzo del greggio che delle indicazioni di apertura verso maggiori politiche di stimolo fiscale da parte di Cina e Stati Uniti. Gli spunti macroeconomici della giornata arrivano dall’America. Sorprendente la crescita dell'economia Usa, che ha si rallentato nel quarto trimestre, ma meno di quanto si fosse inizialmente pensato. Il Pil è salito su anno dell'1,0% dalla stima preliminare di +0,7%, con le aspettative degli economisti al ribasso (si aspettavano una revisione a +0,4%). Sul primario, il Tesoro italiano, ha collocato oggi 8,25 mld complessivi di titoli a medio lungo termine, al massimo della forchetta d'offerta prevista, incluso il nuovo Btp decennale a giugno 2026 con cedola all'1,60%. Sono stati assegnati per 4 mld, al rendimento dell'1,50% contro l'1,44% dell'asta di un mese fa (quando in offerta c'era il vecchio benchmark a dicembre 2025 con cedola 2%), ai massimi da dicembre. Buone le richieste, con un bid-to-cover che si e' attestato a 1,33. Lo spread Btp/Bund ha archiviato la seduta a 134,141 punti base, con minimo a 132,791, rispetto ai 138,274 della chiusura di giovedi, dopo le aste di Btp.