Giornata importante quest’oggi dal punto di vista macroeconomico con la pubblicazione effettuata in mattinata dall’Istat relativa al Pil italiano. Il prodotto interno lordo ha registrato, nel secondo trimestre, una flessione dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno che ha interessato tutti i settori dell’attività economica: agricoltura, industria e servizi. Quello odierno è il secondo ribasso consecutivo per l’Italia che torna tecnicamente in una fase di recessione. La flessione del prodotto interno lordo da inizio anno è dello 0,3% ed i 340.196 miliardi di euro del trimestre appena concluso rappresentano il minimo per il Pil dal 2000. Al dato negativo sull’economia italiana si aggrega la flessione registrata dagli ordinativi dell’industria tedesca che, in giugno, mostrano un -3,25% rispetto al mese precedente. Sul fronte aste oggi la Germania ha collocato 2,491 miliardi di Bobl a 5 anni con il rendimento allo 0,28%, sui minimi storici.
I dati macroeconomici odierni hanno avuto pesanti ripercussioni sui mercati obbligazionari. Il differenziale tra Btp e Bund, dopo la pubblicazione dell’Istat, ha raggiunto quota 170 punti, ben superiore rispetto ai 157 centesimi della chiusura di ieri. In netto rialzo anche lo spread Bonos/Bund che, dopo l’apertura a 142 punti, ha raggiunto in giornata quota 148 centesimi. In questa situazione di instabilità il Bund si è dimostrato ancora una volta un bene rifugio con il rendimento del titolo decennale che oggi ha toccato il minimo storico all’1,09%. (riproduzione riservata)