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Tra Grecia e Brussels Group è una questione di prospettiva. Il governo ellenico è fiducioso in merito al raggiungimento di un accordo con i creditori entro domenica. In realtà le parole di Atene sembrano più un tentativo di placare gli animi all’interno del Paese ed evitare una corsa agli sportelli: i depositi bancari ad aprile sono scesi di 5,6mld. Molto meno ottimista il Fmi che mette tra la lista di eventi possibili anche l’uscita della Grecia dalla moneta unica. Tuttavia i vertici dell’eurozona e anche le autorità Usa, sono concordi sul voler evitare con ogni mezzo disponibile un’eventuale Grexit. L’obbligazionario sembra confuso dalla situazione greca e gli acquisti più consistenti si sono registrati sui core bond europei. Il rendimento quinquennale tedesco è tornato a zero e quello sul Bund decennale ha chiuso in netto calo allo 0,49%. Sostanzialmente stabile la curva italiana con il tasso sul Btp quinquennale allo 0,835%, decennale all’1,86% e trentennale al 2,88%. Gli acquisti sul Bund hanno fatto crescere di qualche pb gli spread: Btp/Bund a 137pb e Bonos/Bund a 135pb. L’Istat comunica l’uscita dell’Italia dalla deflazione con l’indice annuo dei prezzi che a maggio è tornato col segno positivo a +0,2%. Il Pil italiano nel primo trimestre è salito dallo 0,3% rispetto al trimestre precedente: presto per parlare di crescita ma l’uscita dal tunnel della recessione è sempre più vicina. Al di là dell’Atlantico, la flessione del Pil americano nel 1° trimestre è in parte guidata dal crollo delle esportazioni (-7,6%), dovuto all’apprezzamento del biglietto verde: l’Eur/Usd ha chiuso oggi a 1,0986. (riproduzione riservata)