Intesa trovata dopo la maratona notturna. È stato un fine settimane estenuante per Grecia e creditori internazionali, che sono riusciti a trovare un accordo prima dell’apertura dei mercati europei. L’Eurogruppo ha imposto al governo greco una lunga serie di misure da attuare entro mercoledì. Le condizioni del piano di riforme, di durata triennale, risultano ancora più stringenti di quelle bocciate dal referendum del 5 luglio. Solo dopo l’approvazione del parlamento greco, sarà possibile avviare il piano di aiuti. La Bce ha lasciato invariato il plafond di liquidità Ela a 89mld e le banche elleniche resteranno chiuse almeno fino a giovedì. Ad inizio seduta il mercato obbligazionario ha reagito in modo euforico alla notizia, con lo spread che ha toccato un minimo di 111pb. Nelle ore successive i bond europei si sono stabilizzati con il rendimento del Bund decennale allo 0,849% mentre il Treasury americano si prepara al sempre più probabile aumento dei tassi USA a settembre con il rendimento al 2,43%. Dopo il rally mattutino, i titoli periferici dell’eurozona hanno rallentato la corsa con il tasso quinquennale italiano che ha chiuso all’1,03%, decennale al 2,11% e trentennale al 3,25%: spread Btp/Bund a 126pb e Bonos/Bund a 125pb. C’era attesa sul mercato primario italiano dove il Tesoro ha collocato 2,48mld di Btp a 3 anni allo 0,48%, 1,98mld di titoli settennali all’1,76%, 1,5mld a 15 anni al 2,36% e 1,37mld di Btp trentennali al 3,24%. Rendimenti e domanda in calo su tutte le aste, a causa delle numerose emissioni europee previste in settimana e ai minori volumi dei mesi estivi. Sul valutario evidente rafforzamento del biglietto verde con il cambio Eur/Usd sceso a 1,1029. (riproduzione riservata)