Anche oggi sul mercato obbligazionario i rendimenti sui titoli periferici si mantengono appetibili e abbastanza sicuri, nonostante qualche leggero rialzo a metà seduta. In Italia continua l’ottimismo per il nuovo governo e, durante le prime contrattazioni, il differenziale tra il Btp benchmark e il Bund di Berlino ha segnato 187,50 punti, il minimo da gennaio 2011, contro i 189 della chiusura di ieri; dopo l’iniziale restringimento, lo spread è risalito a 192 punti, prezzando un rendimento del 3,59% e posizionandosi a un soffio dal cugino spagnolo. Il differenziale tra il decennale iberico e il Bund è sceso in giornata per poi risalire, passando da 177 centesimi a 190, per un tasso del 3,57%, appena due centesimi in meno rispetto al titolo del Belpaese.
Sul mercato primario oggi l’attenzione è stata all’asta tedesca di 5 miliardi di euro di bond con scadenza a 10 anni; l’esito del collocamento non è stato quello sperato, dato che l'ammontare totale di richieste si è rivelato minore dell’offerta e il Tesoro di Berlino ha collocato solo 3,769 miliardi di euro, con rendimento medio pari all'1,64%, in ribasso dall’1,77% precedente. Quella odierna è la prima asta “tecnicamente scoperta” dal 2012, con un Bid-to-cover dell'1,1; il risultato non è del tutto inaspettato e secondo alcuni analisti la debole domanda è legata alla mancanza di fiducia generalizzata nel mercato.
Fra i market mover della giornata, in Gran Bretagna sono stati pubblicati i dati sul mercato del lavoro che, nel complesso, non hanno segnalato nulla di preoccupante. Secondo quanto comunicato dall’Ufficio di statistica, il tasso di disoccupazione Ilo nei tre mesi a dicembre si è attestato al 7,2%, in salita dal 7,1% del consenso e del dato precedente; sempre a gennaio, sono diminuite le richieste di sussidi di disoccupazione, a conferma del consolidamento dell’occupazione. Da Oltreoceano l'indice sui prezzi alla produzione industriale ha mostrato pochi segnali di pressioni inflative nel breve termine: l'indicatore è aumentato dello 0,2% su base mensile a gennaio, lasciando l’inflazione ben al di sotto del target della Fed.
Sul MOT le scadenze più trattate sono quelle lunghe, interessate da cali: in testa ai peggiori, il BTP TF 4,75% ST44 EUR cede lo 0,48%, seguito dal BTP-1FB37 4% che lascia sul terreno lo 0,33% e dal BTP TF 4,50% MZ24 EUR (-0,16%); il miglior titolo di Stato è l’indicizzato BTPI-15ST17 2,1%, che incassa appena lo 0,08%. Fra i titoli del debito corporate, MEDIOBANCA MB28 INDEX LINKED MC DC19 EUR guadagna l’1,73%, seguito da R ELLENICA-99/19 5% (+1,48%), mentre i bancari MEDIOBANCA MB26 INDEX LINKED MC OT21 EUR e MEDIOBANCA MB26 INDEX LINKED MC OT21 EUR arretrano rispettivamente del 2,35% e dell’1,10%.