
Intesa Sanpaolo ha quotato ieri sul SeDeX una nuova tranche di 10 certificati Step-Down Express con effetto Memoria su altrettanti panieri di tipo “Worst of” composti ognuno da tre titoli azionari. Emessi lunedì scorso, 16 ottobre, a un prezzo iniziale di 100 euro, questi certificati hanno tutti una scadenza triennale (16 ottobre 2026), accompagnata però da una fitta sequenza di finestre mensili di possibile esercizio anticipato, che si attiveranno a partire dalla fine del primo anno (16 ottobre 2024) e in corrispondenza delle quali entrerà in gioco proprio il meccanismo “Step-Down” cui fa riferimento la loro denominazione: il rimborso anticipato si verificherà quando anche il peggiore dei titoli in gioco rispetterà la condizione di esercizio, che sarà, appunto, di tipo “Step-Down”, cioè vincolata a una soglia decrescente che partirà dal 100% dello strike nelle prime sei date di valutazione (dal 10 ottobre 2024 all’11 marzo 2025), per poi diminuire di 5 punti ad ogni semestre, quindi ogni sei date di valutazione, fino ad arrivare eventualmente all’85% dal 10 aprile al 10 settembre 2026: perché l’esercizio anticipato risulti verificato tutti i titoli di un paniere dovranno chiudere a un livello almeno pari alla suddetta soglia limite. Il fatto che sia decrescente rende la condizione di esercizio sempre meno stringente col passare del tempo e la sua effettiva realizzazione quindi sempre più accessibile, anche in presenza di uno scenario moderatamente negativo.
Con cadenza mensile è inoltre previsto il pagamento di una serie di importi addizionali, che in questo caso comprendono due premi di tipo incondizionato (16 novembre e 18 dicembre 2023), seguiti da un massimo di 34 premi condizionati con effetto memoria, il cui pagamento sarà vincolato al rispetto, da parte di tutti i titoli in gioco, di un livello barriera posto al 50% o 60% dello strike a seconda dello strumento. L’ammontare di questi importi addizionali potrà andare da un minimo dello 0,80% (pari al 9,6% annuo) a un massimo dell’1,35% lordo (pari al 16,2% annuo). Tutti potranno inoltre beneficiare dell’effetto memoria, che consentirà fino all’ultimo di poter incassare tutte le cedole maturate nell’arco dei tre anni di vita di questi prodotti ed eventualmente non incassate a causa del mancato rispetto della soglia limite anche solo da parte di uno dei sottostanti in gioco. In effetti, sarà sufficiente che la condizione risulti verificata anche solo alla data di valutazione finale (14 ottobre 2026) perché il certificato possa garantire la sua massima efficienza, pagando tutte le cedole previste.
A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se anche il peggiore dei titoli in gioco chiuderà a un livello almeno pari alla barriera, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale (100 euro), maggiorato dell’ultimo premio mensile e di quelli precedenti eventualmente accantonati; b) se anche un solo titolo chiuderà invece al di sotto della barriera, il certificato replicherà la performance del titolo che avrà maturato la perdita più ampia. (riproduzione riservata)