Giornata importante a livello macroeconomico, dal momento che è stata pubblicata l’inflazione relativa all’Eurozona, che è cresciuta dello 0,5% su base annuale rispetto al precedente –0,1%. Tale dato, conforme alle previsioni del consenso, non fa emergere nulla sulle prossime mosse della Bce, perciò ora gli operatori sono tutti in attesa di giovedì, giorno in cui la Banca centrale si riunirà e verranno diffusi i non farm payroll. Sempre quest’oggi l’Istat ha reso noto che l’inflazione italiana è crollata allo 0,3%, toccando il valore più basso da ottobre 2009. Tale valore è imputabile soprattutto all’accentuarsi della diminuzione dei prezzi degli alimenti non lavorati e, in parte minore, alle decelerazioni della crescita dei prezzi degli alimenti lavorati e dei servizi relativi all’abitazione. Invece a maggio l’indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali è diminuito dello 0,1% su base mensile e dell’1,4% rispetto all’anno scorso. Inoltre, la massa monetaria M3 dell’area euro relativa al mese di maggio è aumentata dell’1% su base annuale, superando le previsioni. Infine, le vendite tedesche al dettaglio sono calate a maggio dello 0,6% rispetto al –1,5% di aprile, tuttavia secondo gli economisti di Intesa Sanpaolo “le prospettive per i consumi rimangono buone, data la dinamica del mercato del lavoro e salari”.
Il differenziale tra i Btp e gli omologhi tedeschi è gradualmente aumentata durante l’arco della giornata, iniziando con un minimo di 157 punti base e raggiungendo il massimo alla pubblicazione dei dati macroeconomici, toccando i 161 punti. Lo spread tra i titoli spagnoli ed i Bund ad inizio seduta è cresciuto dal minimo di 137 punti base fino ad arrivare ai 142/144 punti base, dove è successivamente rimasto.