I prezzi al consumo nell'area euro a marzo, secondo la lettura preliminare, sono calati dello 0,1% a livello annuale rispetto al -0,2% di febbraio, in linea alle attese del consenso. L'inflazione core, sempre nel mese di marzo, è salita dell'1% anno su anno, al di sopra delle previsioni (+0,9%). Alcuni analisti ritengono che l'indice dei prezzi al consumo resterà vicino allo zero nei prossimi mesi prima di accelerare nella seconda parte dell'anno quando svaniranno gli effetti negativi della componente energetica. Comunque sia, il dato è destinato a restare ben al di sotto del target della Bce del 2%, mantenendo alta la pressione sulla Banca su eventuali ulteriori azioni di supporto. Le attese del mercato erano alte dopo le buone cifre sull'indice dei prezzi al consumo della Germania, che ieri sono risultate superiori al consenso, ma le figure sulla zona euro "non sono state così brillanti, dalla lettura dell'inflazione preliminare e di quella core è emerso che il settore energetico risulta quello più penalizzato. Con questi dati, l’impatto sulle misure attuate dalla Banca Centrale Europea sarà comunque limitato, in quanto è probabile che l’immobilismo dell’Eurotower perduri nel tempo. Inoltre, ciò che emerge dalla lettura dei dati è che il gap tra l'inflazione preliminare e quella core si sta allargando. Inizialmente, questo movimento era stato imputato all'effetto contagio derivante dai bassi prezzi energetici su altri beni di consumo, ma questa motivazione, al momento, sta venendo meno. Lo spread tra il Btp a dieci anni e il Bund tedesco si attesta a 106 punti base, in frazionale ribasso rispetto alla prima parte di seduta e alla chiusura di mercoledì a 105,647 pb. (riproduzione riservata)