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La giornata che precede l’atteso meeting della Bce è stata caratterizzata da grande nervosismo per gli spread europei, sia core che periferici. Nello specifico, il rendimento dei Btp decennali si è attestato all’1,70%, per un differenziale pari a 119 punti base. In netto rialzo il costo di finanziamento del Bund, che ha toccato la soglia dello 0,45%. In leggero calo alla chiusura invece il Bonos, con rendimento attestatosi all’1,54%, per uno spread pari a 109 punti base. Come sottolineato dagli analisti, i marcati movimenti al rialzo nel mercato obbligazionario, sono dovuti ai dubbi circa le modalità del QE e non tanto alla sua messa in atto. Le indiscrezioni di giornata hanno riportato che gli acquisti di titoli di Stato nella zona euro si aggireranno intorno ai 50 miliardi di euro al mese per la durata di almeno un anno, per un totale di minimo 600 miliardi di euro l'anno. Il programma non partirà prima di marzo. Le parole di Nowtny e della Merkel sui rischi di un’eccessiva fiducia sulle cifre e l’efficacia del QE, hanno contribuito a ridimensionare le aspettative. Resta grande incertezza inoltre sulla Grecia, dove la vittoria di Tsipras appare lo scenario più probabile, mentre sembrano remote le probabilità di una “Grexit”. In questo scenario, il mercato si troverebbe a dover affrontare una ristrutturazione del debito greco e la rivisitazione delle condizioni tra Grecia e Troika. Il tesoro Tedesco ha oggi collocato 4,042 mld di euro di Bobl con scadenza 2020, con rendimento allo 0,04% (nuovo minimo storico), con Bid-to-cover pari a 1,1. Treasury in restringimento, con rendimento all’1,793%. (riproduzione riservata)