Prevale oggi il settore macro, dal momento che è stato reso noto l’indice Pmi manifatturiero di diversi Paesi europei per il mese di giugno. Nell’Eurozona tale indice è sceso a 51,8 punti dai precedenti 52,2; mente in Italia è calato dai 53,2 di maggio agli attuali 52,6, segno che il nostro Paese deve ancora sperimentare dei segnali di ripresa per quanto riguarda l’economia. Il Pmi diminuisce anche in Germania, dove segna 52 punti rispetto ai 52,3 del mese scorso, ed in Francia, in cui arriva ai 48,2 punti (precedenti 49,6). La situazione si ribalta in Spagna, dove l’indice è arrivato ai massimi da 4 anni, registrando 54,6 punti. Con questi risultati, che hanno deluso le attese degli investitori, sarà difficile per la Bce far accelerare l’inflazione. Inoltre, è stato pubblicato il tasso di disoccupazione di maggio per l’Eurozona e per l’Italia. Per quest’ultima la disoccupazione è tornata a salire al 12,6%, contando un numero di disoccupati pari a 3,222 milioni e registrando il livello più alto dal secondo trimestre 2000 per la disoccupazione femminile (13,8%). Eurostat invece ha rivisto al ribasso il tasso di aprile (11,7%), mentre è all’11,6% per quanto riguarda maggio. Infine, ricominciano a farsi risentire le situazioni geopolitiche: in Ucraina è finito il periodo di tregua ed in Iraq potrebbe essere convocato un referendum indipendentista.
Lo spread tra i Btp ed i Bund ha avuto un andamento oscillatorio per tutta la seduta, registrando un massimo a 161 punti base poco dopo la pubblicazione degli indici Pmi ed arrivando al minimo di 158 punti verso metà giornata. Il differenziale tra i Bonos spagnoli e gli omologhi tedeschi ha avuto un andamento molto simile al precedente, spaziando tra i 138 ed i 142 punti base.