Situazione greca sempre più precaria. L’incontro tra governo ellenico e creditori internazionali di domenica scorsa si è risolto in un nulla di fatto e il mercato obbligazionario ha accusato il colpo. La seduta è iniziata all’insegna dell’avversione al rischio, con forti acquisti sui titoli core e pesanti vendite sui periferici. Il rischio Grexit si è riversato sui bond ellenici con il rendimento del bond biennale greco che è schizzato al 28,53%. Gli spread core/periferici hanno toccato i massimi da 7 mesi con il differenziale Btp/Bund che è salito fino a 163pb. Il discorso di Mario Draghi al parlamento europeo è in parte riuscito a limitare i forti ribassi dei bond periferici. Il presidente della Bce ha sottolineato ancora una volta la necessità di un accordo nel brevissimo termine ma ha anche assicurato di avere tutti gli strumenti idonei a gestire qualsiasi scenario, compreso il default della Grecia. La distanza tra Brussels Gruop e governo Tsipras sembra sempre più difficile da azzerare entro fine mese e pare difficile che l’Eurogruppo di giovedì prossimo possa sbloccare la situazione. Il tasso decennale sul Bund ha chiuso in ribasso allo 0,827% e il Treasury viaggia intorno al 2,35%. Forti rialzi lungo la curva italiana con il rendimento quinquennale all’ 1,344%, decennale al 2,32% e trentennale al 3,34%: spread Btp/Bund a 149pb e Bonos/Bund a 155pb. Dal lato macro, a maggio l’indice italiano dei prezzi al consumo è salito dello 0,1% rispetto allo stesso mese del 2014. Il cambio Eur/Usd ha chiuso a 1,1257, poco mosso dopo i dati macro americani contrastati: sale l’attesa per il Fomc di mercoledì. (riproduzione riservata)