Il Belpaese non ha riservato alcuna sorpresa in merito alla dinamica dei prezzi al consumo di gennaio, confermando la tendenza assai modesta dell’inflazione: secondo la lettura preliminare diffusa dell’Ufficio di statistica, il primo mese del 2014 si è trascinato un tasso di inflazione annuale stabile, pari allo 0,7%, mentre su base mensile l’indicatore è risultato pari allo 0,2%. Complici i fattori stagionali e la fiacchezza della domanda interna, il dato ha replicato i livelli molto bassi registrati nei mesi di novembre e dicembre 2013 e si è attestato sui minimi da oltre 4 anni. Un piccolo passo in avanti è messo a punto dai prezzi della produzione industriale dell’area euro, che a dicembre hanno registrato un leggero incremento: come rileva Eurostat, l'indice mensile è cresciuto dello 0,2%, mentre rispetto all’anno precedente l’indicatore ha segnato un -0,8%, contro il consenso degli esperti che stimavano un calo dell’1%; dai dati è emerso che i prezzi per l'industria italiana sono scesi a dicembre dello 0,1%, portando a -2,1% il ribasso annuale.
Da Oltreoceano prosegue il flusso di dati negativi, con gli ordini alle imprese, diminuiti dell'1,5% su base mensile; le vendite al dettaglio delle catene nazionali Usa, misurate dall’indice Redbook, sono inoltre scese dello 0,2% nelle quattro settimane di gennaio.
Oggi sul mercato del debito in Europa, il rendimento del titolo decennale italiano è del 3,79%, in linea con la chiusura di ieri, quando il deludente Pmi manifatturiero statunitense ha causato ripercussioni anche sull’obbligazionario, divaricando la forbice di rendimento dal Bund tedesco. Il Btp benchmark italiano si è posizionato dunque a 215 centesimi dal bene rifugio di Berlino, mentre lo spread tra il Bono iberico e il Bund si è ridotto nel corso della giornata fino a 204 basis point, con il Bono che vede il costo del suo debito al 3,68%.
Sul mercato primario, si segnala il collocamento della Gran Bretagna, che ha assegnato oggi 4 miliardi di sterline di Gilt, con scadenza nel 2019: il rendimento medio si è attestato all’1,911%, mentre la domanda è stata debole rispetto all’asta precedente, per un Bid-to-cover pari a 1,58.
Sul mercato secondario MOT, i titoli di Stato più scambiati sono i long ed extra-long, che conducono gli scambi in rosso: cede lo 0,34% il BTP TF 4,75% ST44 EUR, seguito dal BTP-1ST40 5% (-0,28%) e dal BTP-1FB37 4% (-0,19%); il migliore incasso è invece messo a segno dall’indicizzato all’inflazione BTPI-15ST35 2,35%, che avanza dello 0,25%. Tra i non governativi, lo zero coupon CENTROB-98/18 ZC, in vetta ai più trattati e per controvalore, guadagna lo 0,46%; il miglior realizzo è di BARCLAYS SCUDO GN22 EUR 12Y 4,60 FX RATE, che incassa l’1,32%. In perdita invece CITIGROUP MZ20 SC CALL FIXED RATE STEPUP (-4,36%) e DEXIA C-NV20 SER. SPEC.3 REVERSE FLOATER (-1,24%).