Dopo il calo dello Zew e dei Pmi preliminari di ieri, sembrava conclusa la pioggia di notizie sottotono per la Germania; chi aveva sperato nella fine della fiacchezza deve però ricredersi dopo la pubblicazione dell'indice Ifo sul clima di fiducia delle imprese tedesche. L’indicatore, dopo quattro rialzi consecutivi, ha infatti rallentato nel mese di marzo scendendo a 110,7 punti dai 111,3 precedenti e dal consenso posto a 110,9 punti. La correzione al ribasso risente del calo delle aspettative, scese sui minimi da ottobre 2013, mentre la parte relativa alle condizioni attuali è cresciuta per il terzo mese consecutivo; in particolare, il peggioramento del sotto-indice prospettico è imputabile ai timori per il rallentamento della domanda estera e agli effetti geopolitici della crisi in Crimea. Secondo Annalisa Piazza, strategist di Newedge, "nonostante il calo l'indice rimane su livelli elevati, non lontani dai massimi del 2011”, non rappresentando quindi una grossa minaccia per la ripresa dell’economia tedesca.
Il dato sulla fiducia è il più rilevante della seduta odierna, pur non costituendo un driver significativo per il mercato obbligazionario, i cui rendimenti si mantengono infatti stabili. Dopo una partenza a 183 centesimi, lo spread tra il Btp al 2024 e il Bund ha chiuso quasi invariato a 182 centesimi, con rendimento al 3,39%; analogamente la forbice di rendimento tra il Bono spagnolo e il titolo tedesco segna 176 basis points, per un tasso retributivo del 3,33%.
Fra gli altri dati macro, si segnala l'inflazione in Gran Bretagna, anch’essa in rallentamento a febbraio; l'indice dei prezzi al consumo si è infatti attestato a +0,5% su base mensile e +1,7% su base annua, confermandosi sotto il target al 2% per il secondo mese di fila.
Dai dati statunitensi, invece, si evidenzia una crescita della fiducia dei consumatori, evidenziata dalla crescita sopra le attese dell'indice redatto dal Conference Board.
A Parigi il presidente della BCE, Mario Draghi, ha affermato che la ripresa economica "scaturisce dall'agire comune", che non va visto come una perdita di sovranità, aggiungendo che sarà fatto il necessario per garantire la stabilità dei prezzi e rinnovando l’impegno a mantenere a lungo i tassi sui livelli attuali o più bassi.
Degne di nota anche le parole di Jens Weidmann, numero uno della Bundesbank, che ha aperto la strada all'ipotesi di un "Quantitative Easing" europeo per contrastare la bassa inflazione; il governatore ha inoltre affermato che i tassi negativi possano essere una misura da prendere in considerazione per contrastare l'eccessivo apprezzamento dell'euro.
Sul MOT i titoli di Stato più scambiati sono quelli a lunga scadenza: il BTP-1FB37 4% guadagna lo 0,25%, il BTP TF 4,75% ST44 EUR lo 0,27% e il BTP TF 3,75% ST24 EUR lo 0,11%. Migliori di tornata sono invece il BTP-1MG31 6%, in progresso dello 0,34%, seguito dal BTP-1NV29 5,25% a +0,33% e dal BTP TF 4,75% ST28 EU a +0,29%; la performance meno brillante è del BTP ITALIA 11GN16 EU (–0,08%), mentre il BOT ZC LG14 A EUR e il BOT ZC GN14 A EUR trattano poco sotto la parità. Tra i non governativi, in vetta ai migliori troviamo MORGAN STBV-ST16 TVE, in progresso dell’1,68% e MACQUARIE STR SEC OT (+1,60%), mentre MOVIEMAX TF 8% DC19 segna un –12,97% e UBS LG14 CLASSICA FI cede il 2%.