L’attesa riunione del Fomc è terminata con l’esito previsto, ovvero l’ulteriore riduzione degli stimoli monetari e la modifica della forward guidance sui tassi in direzione qualitativa, con l'eliminazione del riferimento a un livello preciso del tasso di disoccupazione. Il presidente della Fed, Janet Yellen, ha usato il sistema del bastone e della carota, rimarcando che i tassi resteranno al di sotto del livello di medio termine per un "certo tempo" dopo il raggiungimento della piena occupazione, ma lasciando intendere che il rialzo potrebbe avvenire circa sei mesi dopo il termine del QE, quindi prima di quanto atteso dai mercati. L’effetto Fomc ha spinto al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato Usa e non ha tardato a farsi anche sull’obbligazionario europeo, con i titoli tedeschi sotto pressione. I rendimenti dei titoli di Stato periferici si mantengono invece stabili; lo spread tra il decennale italiano e il Bund tedesco tratta fisso a 179 punti base, prezzando un rendimento del 3,44%, in leggero rialzo. Il differenziale tra Spagna e Germania segna invece 173 centesimi, per un tasso retributivo del 3,38%.
L’attenzione degli operatori è stata inoltre catturata dal ritorno sul mercato primario di Spagna e Francia. Il Tesoro iberico ha collocato 5,006 miliardi euro in Bonos a 3, 5 e 14 anni, per un ammontare leggermente superiore al massimo previsto. Nel dettaglio la Spagna ha emesso 1,002 miliardi di euro del titolo ad aprile 2017, 2,67 miliardi di euro per il Bono al 2019 e 1,33 miliardi euro per la carta al 2028. L'esito del collocamento è soddisfacente su tutte le scadenze e la domanda conferma il forte appetito per il debito dei periferici. I rendimenti della carta a 3 anni sono saliti leggermente all'1,33% dall'1,31% precedente, ma il titolo ha stupito per l’elevato Bid-to-cover (4,14 da 2,18); il rendimento medio del Bono a 5 anni è sceso all’1,99% (dal 2,26%) e quello del titolo a 14 anni è calato al 3,85% dal 4,20%.
Anche la Francia è andata in asta offrendo Btan a giugno 2016 e luglio 2017 e Oat a maggio 2019. Il Tesoro francese ha emesso 7,96 miliardi di euro di titoli a fronte di un'offerta totale di 8 miliardi. Nello specifico, il titolo al 2026 è stato collocato allo 0,33%, in aumento dallo 0,28% precedente, e quello a luglio 2017 allo 0,55%, mentre gli Oat a maggio 2019 hanno registrato un rendimento invariato dell’1,06%; i Bid-to-cover sono stati ragionevoli, rispettivamente pari a 2,23, 2,75 e 1,93.
L’agenda macro non offre molte indicazioni per l’Europa; l’unico dato rilevante è l’indice dei prezzi alla produzione industriale in Germania, rimasto invariato a febbraio su base mensile (-0,9% su base tendenziale). Dagli Stati Uniti invece è arrivato il dato sulle richieste di sussidi settimanali di disoccupazione che, in linea con le attese, sono cresciute di 5.000 unità dalla settimana precedente. Notizie più confortanti giungono, invece, dall'indice sull'attività manifatturiera regionale elaborato dalla Fed di Filadelfia: l’indicatore ha guadagnato slancio a marzo, salendo a 9 punti dai -6,2 di febbraio, per un consenso pari a 4 punti. Secondo la strategist Annalisa Piazza, l'esito “più solido delle attese segnala il ritmo di moderata ripresa dell'economia statunitense”.
Sul MOT i titoli di Stato peggiori sono il BTP TF 4,75% ST44 EU, che cede lo 0,63%, seguito dal BTP-1AG34 5% (-0,58%) e dal BTP-1NV29 5,25% (-0,54%); tra i “migliori” il BTPI-15ST14 2,15% è in verde dello 0,05%, mentre il CCT-EU 15GN17 EURIBO e il BTP ITALIA 11GN16 EU scambiano poco sopra la parità. Fra i non governativi IADB-98/18 RESET incassa l’1,88% e RBS FB19 FISSO l’1,54%, mentre BARCLAYS SCUDO AP16 cede il 3,94% e DEXIA C-OT20 SER.ORD l’1,93%.