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L'apprensione sul braccio di ferro di questi giorni tra Atene e Berlino continua a lasciare abbastanza pacato (ma non indifferente) il mercato obbligazionario, nonostante il sistema bancario greco si regga ormai esclusivamente sulle iniezioni di liquidità straordinaria che la Bce elargisce ogni quindici giorni, riuscendo ad assorbire senza scossoni i flussi di vendita di bond grazie al programma di acquisto previsto dal Qe varato il 9 marzo dalla Bce. Lo spread Btp-Bund si è comunque attestato a quota 109, con il rendimento del decennale italiano risalito all'1,32% e quello sul decennale tedesco stabile allo 0,23%; i rendimenti dei governativi italiani hanno proseguito l'ascesa degli ultimi giorni su tutta la curva, in particolare dalle scadenze a partire dai 9 anni in avanti. Il governo Tsipras presenterà la lista delle riforme economiche entro lunedì prossimo, ha annunciato Gabriel Sakellaridis, portavoce dell'Esecutivo, sottolineando che il pacchetto non conterrà misure recessive ma cambiamenti strutturali per l'economia. Il programma è di fondamentale importanza per l'esecuzione degli accordi presi all'Eurogruppo del 20 febbraio, in base ai quali è subordinata l'erogazione dell'ultima tranche di aiuti da 7,2 miliardi di euro. Nel frattempo Moody's, nel porre sotto revisione il rating di Atene per un possibile abbassamento del giudizio, ha sottolineato che le probabilità di un default della Grecia sono triplicate rispetto agli inizi dell'anno, un'impennata causata dalla liquidità prosciugata, che crea il rischio crescente che il Governo possa incappare nel default accidentalmente o inaspettatamente.