
Ogni giorno sui mercati finanziari investitori istituzionali, hedge fund, banche, market maker, fondi quantitativi e trader retail acquistano e vendono attività finanziarie in base a informazioni, aspettative, modelli e strategie operative. Il risultato finale di tutte queste decisioni è rappresentato da un unico elemento: il prezzo. Il prezzo non è quindi semplicemente un numero che vediamo su un grafico. Oltre ad essere il punto di incontro tra domanda e offerta, è l’incontro tra aspettative, emozioni e decisioni degli operatori. Ogni movimento del prezzo rappresenta infatti il risultato finale di un processo nel quale milioni di soggetti prendono decisioni differenti e trasformano le proprie valutazioni in ordini di acquisto e di vendita.
Per questo motivo, quando si analizzano i mercati finanziari, il primo principio da comprendere è che tutto ruota attorno al prezzo. Il prezzo rappresenta infatti l'unica informazione certa e oggettiva. Le notizie possono essere interpretate in modi differenti, le previsioni possono rivelarsi corrette oppure sbagliate e le opinioni degli analisti possono cambiare rapidamente. Il prezzo, invece, ci mostra ciò che sta realmente accadendo sul mercato. È il risultato concreto delle decisioni degli operatori e, soprattutto, ci mostra quello che stanno facendo i grossi operatori di mercato con i loro capitali. Questa è la differenza fondamentale tra una previsione e una lettura del mercato. Un trader può essere convinto che un titolo sia destinato a salire perché i fondamentali sono positivi, perché una società ha pubblicato risultati superiori alle attese o perché una banca d'affari ha alzato il target price. Ma se, nonostante queste informazioni, il prezzo non sale, il comportamento del mercato deve avere la precedenza sulla nostra opinione. In particolare: un mercato che sale nonostante notizie negative è sintomo di forza; un mercato che scende nonostante notizie positive è un segnale di debolezza.
I mercati finanziari funzionano come un meccanismo di sconto. Il prezzo, infatti, non rappresenta semplicemente una fotografia del passato ma incorpora le aspettative degli operatori sul futuro. Gli investitori guardano avanti e valutano continuamente gli scenari futuri, confrontando il rendimento atteso con il rischio associato all'investimento. Per questo motivo una buona notizia può produrre una discesa del mercato e una cattiva notizia può generare un rialzo. Ciò che conta non è soltanto il contenuto dell'informazione, ma la differenza tra ciò che il mercato si aspettava e ciò che effettivamente è accaduto. La price action diventa quindi una sorta di sistema di traduzione: informazioni e aspettative si trasformano in ordini, gli ordini producono movimenti e i movimenti diventano dei grafici osservabili tramite le candele.
Arriviamo ad un concetto fondamentale: fare trading non significa prevedere il futuro. Significa leggere il comportamento (ciclico e ripetitivo) dei prezzi e costruire delle strategie operative che godono di un vantaggio statistico. Con gli strumenti messi a disposizione dall'analisi tecnica dobbiamo rispondere a tre domande fondamentali:
1. da dove viene il mercato?
2. dove potrebbe andare?
3. vale la pena seguirlo?
La prima domanda riguarda il contesto, la seconda riguarda gli scenari possibili mentre la terza riguarda l'esistenza di un vantaggio operativo (un edge). Non si deve cercare continuamente un motivo per entrare ma si devono cercare le condizioni nelle quali il mercato offre un vantaggio misurabile. È qui che il linguaggio del mercato diventa utile. Il mercato, infatti, ci parla continuamente. Ci parla attraverso le candele, i massimi e i minimi, i volumi, la volatilità, la struttura, la liquidità e il flusso degli ordini. Il nostro compito è imparare ad ascoltarlo. Il principio più importante è “Trade what you see, not what you think”. Un trader, infatti, non deve provare ad anticipare il mercato. Anticipare, infatti, significa prendere una posizione sulla base di ciò che pensiamo che possa accadere. Un trader diventa profittevole non quando riesce a prevedere il prossimo movimento, ma quando sa riconoscere quelle situazioni in cui il mercato offre un vantaggio sufficiente a giustificare il rischio assunto. (riproduzione riservata)