
Quando osserviamo un grafico tendiamo a concentrarsi sui movimenti di swing compiuti dai prezzi (price action), sui pattern, sulle candele e sulle indicazioni che vengono fornite dai diversi indicatori tecnici. Tuttavia, dietro ogni singolo movimento visibile sul grafico c’è un elemento molto che viene spesso sottovalutato: la liquidità. I mercati finanziari funzionano infatti come un sistema che è alla continua ricerca della liquidità disponibile. I grandi operatori istituzionali (hedge fund, market maker, desk proprietari, banche d’investimento, algo trader) non possono infatti entrare o uscire dal mercato come un investitore privato (retail trader). Le loro dimensioni operative sono consistenti e possono essere soddisfatte sono in quelle aree dove ci sono degli ordini consistenti o dove si possono attivare degli ordini pendenti. Da qui nasce uno dei principi fondamentali dello Smart Money Concept: il prezzo ricerca liquidità. Le zone dove si accumulano stop loss, take profit e ordini pendenti diventano pertanto dei veri e propri magneti che attaggono il mercato.
Per comprendere correttamente il concetto di liquidità è necessario partire dalle basi microstrutturali del mercato. In termini molto semplici: la liquidità rappresenta la facilità con cui una certa attività finanziaria può essere acquistata o vendita senza causare delle variazioni significative di prezzo. Un mercato altamente liquido consente infatti l’esecuzione rapida degli ordini con spread ridotti e movimenti relativamente fluidi. Un mercato poco liquido, al contrario, può generare dei movimenti improvvisi, ha uno slippage ampio ed è soggetto a forte volatilità.
Dal punto di vista operativo sul mercato vengono utilizzate tre diverse tipologie di ordini: market order, limit order e stop order. Il market order è un ordine aggressivo con il quale si decide di comprare o vendere immediatamente al miglior prezzo disponibile. Questo tipo di ordine, che “consuma” la liquidità presente nel book, è l’equivalente dell’acceleratore in una vettura: produce un movimento immediato. Il limit order funziona in maniera opposta: con questo tipo di ordine (che fornisce liquidità al mercato) si inserisce un ordine a un prezzo migliore rispetto a quello corrente. Un buy limit viene infatti inserito sotto il prezzo attuale; un sell limit viene invece inserito al di sopra del prezzo corrente. I limit order costituiscono quindi il “muro” contro cui si scontrano gli ordini aggressivi. Gli stop order, invece, rappresentano il carburante nascosto del mercato. Uno stop order si attiva soltanto quando il prezzo raggiunge un determinato livello (ad esempio supera un massimo o scende sotto un minimo). Nel momento dell’attivazione, lo stop si trasforma in un market order. Gli stop loss, quindi, generano degli ordini aggressivi. Ed è qui che nasce il concetto di caccia alla liquidità. Quando ci sono centinaia di ordini di stop loss sopra un massimo o sotto un minimo si sta creando una concentrazione di ordini a mercato. L’analisi dell’order flow riflette costantemente questa dinamica. Da una parte esistono i bid (buy limit), ovvero i compratori passivi; dall’altra gli ask (sell limit), cioè i venditori passivi. Il prezzo si muove solamente quando gli ordini aggressivi riescono a sopraffare la liquidità passiva presente nel book. Questo principio è fondamentale. Il prezzo, infatti, si muove quando la pressione aggressiva supera la capacità assorbente degli ordini passivi (per maggiori informazioni su queste dinamiche rimando al mio libro “Trading con i volumi”, pubblicato da Hoepli-Milano Finanza editore).
Uno dei concetti più importanti nel liquidity trading riguarda la distinzione tra Buyside Liquidity e Sellside Liquidity. La Buyside Liquidity (BSL) si trova generalmente sopra dei massimi significativi, sopra degli swing high o sopra delle zone di resistenza orizzontali. In queste zone si concentrano prevalentemente degli ordini di buy stop: il superamento di queste aree innesca infatti sia degli stop loss dei trader short sia degli ordini di ingresso long inseriti dai trader che entrano long in breakout. La Sellside Liquidity (SSL) si trova invece sotto dei minimi significativi, sotto degli swing low o sotto delle zone di supporto orizzontali. Il cedimento di queste aree innesca infatti sia degli stop loss dei trader long sia degli ordini di ingresso short dei breakout trader. Quando il mercato rompe un massimo o un minimo importante si attivano quindi numerosi buy stop che possono innescare delle rapide accelerazioni. (riproduzione riservata)