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Tornano a scendere i tassi dell’eurozona. La seduta era iniziata sulla falsa riga di ieri, con il rendimento del Bund oltre l’1%. Poi l’inversione di tendenza con i bond europei che, dopo le forti vendite di questi giorni, hanno iniziato a recuperare terreno nonostante il colpo di scena del Fmi. I delegati dell’istituto di Washington hanno infatti abbandonato temporaneamente il tavolo delle trattative con il governo ellenico in corso a Bruxelles. Il negoziato non ha mostrato passi in avanti e il gap tra creditori e Atene rimane ancora difficile da colmare. Tsipras dovrà risolvere gli attriti politici all’interno del proprio governo e presentarsi, in tempi rapidi, al tavolo delle trattative con un piano di proposte. Il Bund si è mosso in controtendenza all’annuncio del Fmi e il tasso decennale ha chiuso in ribasso allo 0,90%. Molto bene anche i bond periferici con i rendimenti in discesa lungo il tratto medio-lungo della curva italiana: quinquennale all’1,10%, decennale al 2,14% e trentennale al 3,23%. In calo di qualche pb anche gli spread: Btp/Bund a 123pb e Bonos/Bund a 124pb. C’era attesa sul primario dell’eurozona, dove il Tesoro italiano ha collocato con successo i 6mld prefissati al contrario della Spagna, confermando il maggior interesse dei titoli italiani da parte degli investitori. Rendimenti inevitabilmente in rialzo dopo il recente sell-off: in dettaglio sono stati collocati 2,5mld di Btp a 3 anni allo 0,5%, 2 mld a 7 anni all’1,76%, 677mln a 15 anni al 2,77% e 823mln di titoli trentennali al 3,36%. La Spagna ha invece collocato solo 5,769mld di Bonos a 3, 5 e 8 anni , rispetto ai 6mld in programma. (riproduzione riservata)