Si chiude una settimana nervosa per il mercato obbligazionario. Il deterioramento della situazione greca preoccupa gli investitori: il governo ellenico non ha ripagato la tranche di 300mln al Fmi e ha deciso di accorpare le rate di giugno in un unico rimborso da 1,5mld a fine mese. Tale accorpamento sottolinea la reale situazione di crisi di liquidità del paese. Il primo ministro Tsipras alza il muro e ha rifiutato anche le ultime proposte del Brussels Group ritenendole eccessive, provando così a guadagnare tempo. Il mercato sta perdendo la pazienza e il rendimento sul titolo biennale ellenico è schizzato al 24,55%. Dopo la peggior settimana da 16 anni, il Bund decennale ha perso ancora terreno e il tasso ha chiuso in rialzo allo 0,85%. In salita tutti i rendimenti lungo la curva italiana: quinquennale all’1,112%, decennale al 2,25% e trentennale al 3,25%. Su anche i differenziali core/periferici con lo spread Btp/Bund a 139pb e Bonos/Bund a 138pb. Il Treasury americano viaggia sopra il 2,35% dopo il sorprendente dato americano di 280.000 nuovi posti di lavoro creati a maggio. La disoccupazione si sta avvicinando al target del 5% fissato dalla Fed, valore che la banca centrale USA ritiene sostenibile nel lungo periodo. L’occupazione è una variabile chiave su cui si basa la possibile decisione di alzare i tassi già a settembre da parte della Fed. La pubblicazione dei payroll americani ha fatto crollare di una figura il cambio Eur/Usd che ha chiuso a 1,1112. Infine la Bundesbank ha rivisto al rialzo le stime di crescita per quest’anno della Germania dall’1% all’1,7% grazie alla ripresa della domanda interna. (riproduzione riservata)