Giornata tranquilla sul mercato obbligazionario. Hanno chiuso in positivo tutti i bond periferici dell’eurozona, sui quali sono evidenti gli acquisti del Qe della Bce, mentre le leggere vendite sul Bund sono dovute al riposizionamento degli investitori sull’azionario. Gli analisti si lanciano nel disegnare scenari più o meno probabili sul futuro della Grecia. Partiamo dalle poche certezze: Tsipras invierà in settimana l’ennesima lista di riforme e l’ultima decisiva deadline per un’intesa sarà l’Eurogruppo di domenica. L’obiettivo dell’Ue e della Bce è un piano di aiuti a medio-termine affiancato da un programma concreto di riforme credibili. Tuttavia se Tsipras continuerà a mostrare un atteggiamento inconcludente, lunedì potrebbe scattare il piano Grexit. A questo punto le banche elleniche rimarranno chiuse tutta la settimana, con i soliti tetti ai prelievi. Il governatore Bankitalia Visco ha sottolineato che gli sviluppi della vicenda restano profondamente incerti ma il rischio contagio per l’Italia è limitato. Nel frattempo aumenta il pressing dagli USA, con il segretario al Tesoro Lew che ha definito l’eventuale uscita della Grecia dall’euro un grave errore geopolitico. Sul secondario il rendimento del Bund decennale tedesco si è attestato allo 0,684% mentre il Treasury Usa viaggia sul 2,23%. In ribasso la curva dei tassi italiana con il rendimento quinquennale all’1,24%, Btp decennale al 2,22% e trentennale al 3,17%. Si restringono gli spread: Btp/Bund e Bonos/Bund hanno chiuso appaiati a 154pb. Sul mercato primario la Germania ha collocato 2,442mld di Schatz biennali con il rendimento in calo allo -0,27% e bid to cover stabile a 1,9. (riproduzione riservata)