Si va verso l’epilogo positivo. Le indiscrezioni che arrivano dai principali attori della telenovela greca sono positive. Il piano di riforme presentato da Tsipras sembrerebbe, il condizionale è sempre d’obbligo, essere in linea con le richieste dei creditori internazionali del 25 giugno. I documenti sono sotto gli occhi attenti dell’Ue, Bce e Fmi che ne dovranno attestare la reale fattibilità: le misure toccano i principali nodi, dalle pensioni al sistema fiscale e alle privatizzazioni per un totale di circa 13mld di introiti in due anni. Un accordo potrebbe arrivare già sabato pomeriggio, quando alle 15 si terrà il vertice dei ministri delle finanze dell’eurozona. In caso contrario, l’ultima chiamata sarà il summit tra i capi di governo dei 28 Paesi Ue domenica sera. Ottimismo anche dall’altra parte dell’oceano dove il segretario al Tesoro americano Lew vede vicina l’intesa. In assenza di colpi di coda da parte di Tsipras, la strada verso una soluzione appare ben impostata. Sul secondario in forte calo il Bund decennale a causa del riposizionamento degli investitori verso l’azionario con il rendimento allo 0,894%, così come per il Tresaury al 2,38%. Si confermano stabili i bond periferici: tasso quinquennale italiano all’1,10%, decennale al 2,14% e trentennale al 3,20%. In discesa gli spread con il Btp/Bund a 125pb e Bonos/Bund a 123pb. Sulla speranza di una soluzione greca, si rafforza la moneta unica europea con il cambio Eur/Usd che dopo aver toccato quota 1,12 si è attestato a 1,1140. Sul mercato primario italiano, il Tesoro ha collocato 6,5mld di Bot annuali allo 0,124% con la domanda leggermente in calo e bid to cover all’1,52. (riproduzione riservata)