Gli investitori sperano nell’accordo. L’Eurogruppo di oggi ha portato più che una bombola di ossigeno al mercato obbligazionario. Un’intesa in giornata tra Grecia e Ue era alquanto improbabile, dato che le proposte da parte del governo greco erano arrivate solo in mattinata, ma già il fatto che nessuno si sia alzato sbattendo la porta ha scatenato l’euforia sui mercati. Il rendimento del titolo biennale ellenico è crollato di 482pb al 23,7%. Ottimista il presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem, secondo cui sono state impostate le basi per lavorare ad un accordo entro il fine settimana e se necessario convocherà ancora i ministri europei. Tuttavia è presto per cantare vittoria e nel frattempo la Bce tieni in piedi le banche elleniche fornendogli ulteriore liquidità attraverso il piano di emergenza Ela. Gli investitori si sono liberati dei bond core dell’eurozona per correre all’acquisto dei periferici e dell’azionario: il rendimento del Bund decennale tedesco è schizzato allo 0,886%. In calo i tassi lungo tutta la curva italiana con il rendimento quinquennale all’1,13%, decennale al 2,16% e trentennale al 3,22%. Il movimento opposto dei bond tedeschi e di quelli della periferia europea ha trascinato al ribasso gli spread con il Btp/Bund a 127pb e il Bonos/Bund a 122pb. Dal lato macro, le vendite di case esistenti degli Stati Uniti sono cresciute a maggio del 5,1% a 5,35mln di unità: si tratta del dato migliore da novembre 2009. Il rendimento del Treasury segue l’andamento del Bund e tratta intorno al 2,35%. Sul primario il Belgio ha collocato 2,867mld di Olo a 5,10 e 30 anni con i rendimenti in rialzo rispetto alla precedente asta. (riproduzione riservata)