Prosegue oggi sul mercato obbligazionario dell’Eurozona il rally dei titoli periferici; l’allentamento delle tensioni in Ucraina e la sete di rendimenti stanno indirizzando le scelte degli investitori verso l’area della periferia, interessata da una fase di propensione al rischio, diminuendo di conseguenza l'appetito per i titoli core. Dopo una partenza stabile a 182 punti base, nella seduta odierna lo spread tra il Btp benchmark italiano e il decennale tedesco si è ridotto fino a toccare i 176 centesimi, sui minimi da gennaio 2011, assestandosi poi a 177 punti base per un tasso retributivo del 3,38%. La Spagna tenta il sorpasso durante le contrattazioni e alla fine ha la meglio: il costo del finanziamento scivola al 3,37% e il differenziale di rendimento tra il decennale iberico e il Bund segna176 basis points.
Sul mercato primario, intanto, la Germania è andata oggi in asta con 4 miliardi di euro di nuova carta, testando la copertura dei propri titoli, dopo le ultime due emissioni scoperte per i Bund a 10 e 30 anni. Nel collocamento odierno di Bobl al 2019, il Tesoro di Berlino ha registrato una domanda totale discreta, al di sopra dell’ammontare offerto; il rendimento medio dei 3,266 miliardi di euro di titoli piazzati si è attestato allo 0,64%, poco sopra lo 0,63% dell'emissione del 5 febbraio, mente il Bid-to-cover è stato pari a 1,4, in ribasso dall’1,7 precedente.
L’agenda macroeconomica della giornata si presenta molto ricca e nel complesso positiva per l’Eurozona: i Pmi servizi e composito, relativi al mese di febbraio, nella lettura definitiva sono stati rivisti al rialzo, rispettivamente a 53,3 punti da 52,7 e a 52,6 da 51,7. Il risultato è favorevole alla ripresa dell'area euro: l'indice servizi segna un'accelerazione dell'attività e quello composito è la lettura maggiore da 32 mesi. Il dato più sorprendente, però, è stato quello delle vendite al dettaglio, balzate dell'1,6% a gennaio, dopo il brusco calo di dicembre (-1,3). E’ inoltre confermata la stima del Pil del quarto trimestre 2013, aumentato per l’Eurozona di un debole 0,3% dai tre mesi precedenti; anche l'Italia, dopo una prolungata fase di recessione, è tornata al segno “più”, registrando un esiguo +0,1%.
Queste informazioni vanno ad unirsi al dato sull’inflazione della scorsa settimana, per finire domani sul tavolo del numero uno dell’Eurotower, che deciderà le prossime mosse di politica monetaria.