Pesanti vendite sul Bund. Dopo il discorso del presidente Draghi, è proseguito anche oggi il rialzo dei rendimenti sull’obbligazionario europeo. Il tasso decennale tedesco è balzato allo 0,88%, in rialzo di ben 18pb, facendo crollare gli spread core/periferici: Btp/Bund a 130pb e Bonos/Bund a 123pb. Gli acquisti sui Btp italiani si sono concentrati nelle prime ore di contrattazioni per poi seguire invece la scia al ribasso dei titoli core europei, con i tassi che hanno toccato i livelli di 6 mesi fa. Il rendimento quinquennale italiano ha chiuso all’1,022%, il decennale al 2,164% e il trentennale al 3,17%. Draghi ha spiegato che in un contesto di bassi tassi d’interesse, gli investitori devono abituarsi a sedute di mercato molto volatili. Sul movimento al ribasso dell’obbligazionario dell’eurozona influiscono anche le stime di inflazione: l’indice sei prezzi è cresciuto a maggio dello 0,3%, spinto da servizi e settore alimentare. Sul fronte Grecia, i creditori internazionali presenteranno oggi una proposta di accordo al governo ellenico. Lo scenario più probabile rimane quello di un accordo finalizzato a coprire i rimborsi a Fmi e Bce previsti in estate. Forte movimento al rialzo del cambio Eur/Usd che ha chiuso oggi a 1,1282, causa la ripresa dell’inflazione nell’eurozona. Dal lato macro, il disavanzo commerciale americano si è attestato ad aprile a 40,88 mld, dato migliore del consenso e in calo rispetto al mese precedente. A maggio l’indice Ism, che misura la performance del terziario negli USA, è sceso a 55,7pt contrariamente alle previsioni, confermando l’andamento altalenante dei dati macro americani. (riproduzione riservata)