
Il 15 novembre scorso Bnp Paribas ha quotato sul SeDeX una nuova tranche di 18 certificati «Premi Fissi Step-Down Cash Collect» legati ad altrettanti panieri di tipo «Worst of» composti ognuno da tre o quattro titoli azionari, appartenenti per lo più allo stesso settore e/o area geografica, con una logica di aggregazione che tende a circoscrivere il fisiologico surplus di rischio cui si è esposti quanto entra in gioco il cosiddetto meccanismo «Worst of», che rende di volta in volta rilevante la performance del titolo che sta maturando la performance peggiore: se più asset appartengono allo stesso settore o anche solo alla stessa piazza di quotazione, è lecito presumere che abbiano un grado di correlazione elevato e che sia quindi più difficile che una singola componente del paniere possa discostarsi dalle altre così tanto da compromettere l’esito dell’investimento in modo del tutto indipendente.
Questi prodotti appartengono alla categoria dei «Cash Collect» e come tali prevedono il pagamento di una serie di importi addizionali periodici, che nell’occasione sono tutti di tipo incondizionato, da cui la denominazione «Premi Fissi». Il pagamento dei premi non sarà quindi vincolato al rispetto di alcuna condizione accessoria da parte dei sottostanti in gioco e questo ridurrà ulteriormente l’impatto del meccanismo «Worst of», che di fatto entrerà in gioco solo a scadenza. Nello specifico, i premi saranno pagati con cadenza mensile a partire già dal prossimo 27 dicembre e avranno un ammontare compreso tra un minimo dello 0,75% lordo (9% p.a.) del certificato Enel, Eni, Generali e Intesa Sanpaolo e un massimo dell’1,26% lordo (15,12% annuo) di quello su C3.Ai, Meta e Tesla.
La scadenza è biennale (16 novembre 2026) per cui ogni certificato potrà pagare un massimo di 24 premi mensili incondizionati, considerando anche il rimborso finale. A partire già dal sesto mese (23 maggio 2025) entrerà però in gioco una classica opzione «Autocallable», che determinerà l’esercizio anticipato dell’investimento se tutti i sottostanti di un paniere rispetteranno la cosiddetta «Barriera per la Scadenza Anticipata», che dal canto suo sarà, appunto, di tipo «Step-Down», come suggerito dalla denominazione dei prodotti. In particolare, nella prima data di valutazione (14 maggio 2025) la soglia limite sarà pari al 100% del valore iniziale di ogni sottostante in gioco, mentre nelle finestre successive diminuirà di un punto percentuale al mese, arrivando eventualmente all’83% dello strike nell’ultima data di valutazione (14 ottobre 2026). In caso di esercizio anticipato lo strumento sarà liquidato al suo valore nominale (100 euro) e pagherà l’ultimo premio dovuto, mentre gli importi addizionali di competenza dei mesi successivi non saranno più corrisposti.
Se non si verificheranno mai la condizioni per l’esercizio dell’opzione autocallable, i certificati saranno invece regolarmente liquidati alla loro naturale scadenza, quando potranno verificarsi due scenari alternativi: a) se nessuno dei titoli compresi nel paniere d’interesse, quindi nemmeno il peggiore, avrà maturato una perdita finale superiore al limite massimo espresso da un livello barriera posto al 50%, 55% o 60% dello strike, a seconda dello strumento, il rimborso sarà di nuovo pari al valore nominale del certificato (100 euro); b) se anche uno solo dei titoli in gioco chiuderà invece al di sotto della barriera, il certificato replicherà la performance del sottostante peggiore («Worst of» appunto), cioè di quello che avrà maturato la perdita più consistente rispetto al suo valore iniziale. In entrambi gli scenari sarà comunque pagato l’ultimo premio mensile, che conserverà la sua natura incondizionata anche in quest’ultima occasione. (riproduzione riservata)