Deluse le aspettative del mercato a seguito della riunione della Bce, tenutasi questo mercoledì, in cui Mario Draghi ha annunciato con grande sorpresa che l’entità del Qe rimarrà invariata. Il programma di acquisto, infatti, si prolungherà fino a marzo 2017, ma la dimensione di acquisto degli asset non verrà modificata. Tuttavia il presidente ha precisato che tale strumento gode di ampia flessibilità e potrebbe essere modificato ancora la prossima primavera. A mutare sarà invece il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale dal -0,2% al -0,3% e la decisione avrà effetto dal prossimo 9 dicembre. Tale ulteriore modifica servirà a disincentivare, più di quanto fatto sinora, il parcheggio della liquidità da parte delle banche dell’eurozona presso l’istituto centrale. Rimangono invariati anche i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale, rispettivamente allo 0,05% e allo 0,30%. Mario Draghi ha inoltre fatto importanti considerazioni sul Pil sostenendo che, in assenza delle decisioni prese dalla Bce finora, l’inflazione sarebbe stata più bassa di mezzo punto percentuale. Un punto percentuale è stato invece l’impatto stimato sul Pil. A seguito della riunione i rendimenti dei Bond decennali hanno subito un’impennata: Btp a 1,598% e Bund a 0,626%. Lo spread si è attestato a 98 pb, contro i 90 pb segnati in mattinata. Durante la conferenza stampa è stata posta numerose volte l’attenzione sulla necessità di riforme strutturali, affinché possano essere massimi i benefici di una politica monetaria focalizzata sulla stabilità dei prezzi. (riproduzione riservata)