Ancora una volta le aste italiane sono andate molto bene ed il Tesoro ha emesso 3,5 miliardi in btp a 3 anni, 4 miliardi in Btp a 7 anni e 1 miliardo in Btp a 30 anni. In particolare, il rendimento del triennale è sceso ad un nuovo minimo storico: 0,89% rispetto allo scorso 0,93%; la relativa domanda è rimasta stabile ed il bid to cover è stato registrato a 1,63. Per il titolo con scadenza a 7 anni, il rapporto di copertura è stato 1,42 mentre il costo di finanziamento è sceso al 2,12%. Infine, ottimi risultati anche per il titolo trentennale, con un rendimento in netto calo al 4,05% ed il bid to cover a 1,39. Grazie a questa asta, il differenziale tra i Btp italiani ed i Bund tedeschi è rimasto per un’ora al minimo di 150 punti, tuttavia poi ha iniziato ad allargarsi e nel pomeriggio ha toccato il massimo giornaliero di 156 punti base. Lo spread tra Bonos e Bund ha passato la mattinata tra i 124 ed i 127 punti, ma nel primo pomeriggio ha iniziato la sua salita che l’ha portato ad un massimo di 131 punti base.
Bene quest’oggi anche in Inghilterra, per l’asta di Gilt indicizzati all’inflazione dalla durata di 5 anni, che sono stati collocati per un ammontare di 1,4 miliardi di sterline. Il rendimento è risultato pari a –0,918% ed il rapporto di copertura a 2,78 dimostra una domanda molto solida.
Per quanto riguarda il settore macroeconomico, oggi la Bce ha pubblicato il Bollettino mensile di giugno, in cui ha espresso nuovamente la sua volontà di intervenire con un ulteriore allentamento della politica monetaria se necessario. Sempre per l’Eurozona, la produzione industriale di aprile, trainata dal settore energetico, è aumentata dello 0,7% su base mensile, superando così le aspettative (0,2%) ed al consenso (0,5%).