L'iniziale violenta reazione su azionario, valutario e obbligazionario ha scosso inizialmente i mercati, scontando l’imminente elezione del futuro presidente americano Donald Trump. Il peso messicano, come prevedibile, è sceso bruscamente toccando il suo minimo storico dal 1997, mentre la borsa di Tokyo ha subito un tonfo superiore ai 5 punti percentuali. Le quotazioni dello yen e dell’oro, classici beni di rifugio, sono decollati quando gli investitori hanno capito che Trump era a un passo dalla Casa Bianca. Male inizialmente anche il Dollaro che in seguito ha recuperato a quota 1,0958, mentre la forbice dello spread Btp/Bund, dopo un netto allargamento sopra i 160 bps è tornata anch’essa sui suoi passi, trattando ora a 159 bps rispetto ai 153,361 della chiusura di ieri. Il discorso moderato di Trump, ribadendo i propri obiettivi di politica economica e rassicurando riguardo i timori internazionali della sua presidenza, ha infatti rassicurato i mercati, i quali, dopo un flight to quality iniziale, si sono riassestati facendo rientrare gran parte delle correzioni. Si ritiene che la volatilità sui mercati nelle prossime sedute si manterrà però elevata, incidendo negativamente sulla probabilità di un rialzo dei tassi Fed a Dicembre, prevista in moderato calo. Nel frattempo, sul fronte europeo, secondo la Commissione Ue la crescita della zona euro rallenterà durante il prossimo anno dal momento che il suo principale determinante, la domanda interna, diminuirà successivamente ad un probabile aumento dei prezzi dell’energia. Per l’Italia, inoltre, sono previste stime di crescita del Pil più contenute per il 2017 (consenso 0,9%). (riproduzione riservata)