A pochi giorni dall’inizio del QE, inizia a farsi sentire in maniera pesante l’effetto del piano di Mario Draghi su tutto il mercato obbligazionario europeo. Eccellenti i risultati delle aste odierne: il Tesoro italiano ha infatti collocato 2,5 mld euro Btp a dicembre 2019 allo 0,56% e 4,5 mld euro Btp a 10 anni all'1,36%, entrambi nuovi minimi storici. Collocati 1,75 mld euro Ccteu con scadenza dicembre 2020 con rendimento in calo allo 0,62%. Gli analisti hanno sottolineato il positivo rafforzamento della domanda. L’effetto QE portato il rendimento del Bund al di sotto dello 0,3%, permettendo anche di aggiornare i minimi storici dei decennali Btp all'1,34%, Ot portoghese all'1,90% e Gilt irlandese allo 0,80%. Dato il pesante abbassamento del decennale tedesco, non sono riscontrabili grosse variazioni negli spread, con il differenziale Btp/Bund a 107 pb. In Italia, sul fronte macro, nonostante il calo delle vendite al dettaglio, da segnalare i netti miglioramenti negli indici di fiducia e imprese, ai massimi dal 2002. La Bce ha comunicato la massa monetaria M3, cresciuta nel trimestre novembre-gennaio del 3,6%.
Pubblicati i dati macro americani, da segnalare gli ordini di beni durevoli cresciuti del 2,8% a gennaio e la deludente inflazione (-0,7% mensile), con la core a +0,2%. Inoltre, i salari reali negli Usa sono cresciuti a gennaio dell'1,2. Nonostante i dati sono contrastati si è rafforzato molto il dollaro, con il cambio euro/usd che ha toccato il minimo intraday a 1,1199. Sull'obbligazionario, il rendimento del Treasury è all’1,97%. (riproduzione riservata)