
Vontobel ha quotato sul SeDeX una nuova tranche di 10 Memory Cash Collect su altrettanti panieri «Worst of» composti ognuno da quattro titoli appartenenti ai settori del lusso, dei semiconduttori, tecnologico, bancario italiano, automotive, farmaceutico, energetico e blue chip italiane. Hanno tutti una scadenza di due anni e mezzo (18 agosto 2027), accompagnata da una fitta sequenza di finestre mensili di esercizio anticipato, che si attiveranno a partire dalla fine del primo semestre (18 agosto 2025): il cosiddetto «livello Autocall», che dovrà essere rispettato da tutti i sottostanti in gioco perché l’esercizio diventi effettivo, è inoltre di tipo decrescente e partirà dal 100% dello strike per poi diminuire di cinque punti ogni sei mesi, fino ad arrivare eventualmente all’85%.
Sempre con cadenza mensile, partendo però già dal 25 marzo prossimo, questi certificati potranno pagare una serie di premi mensili con effetto Memoria compresi tra lo 0,6% e l’1,05% lordo a seconda del basket sottostante, per un rendimento annualizzato compreso tra il 7,2% e il 12,6%. Se in una data di valutazione mensile nessuno dei titoli in gioco chiuderà a un livello inferiore alla soglia Bonus, posta per tutti al 60% del rispettivo valore iniziale, il premio di competenza sarà corrisposto, mentre in caso contrario lo stesso importo sarà accantonato per essere poi eventualmente recuperato alla prima occasione utile, sempre al rispetto della condizione prevista.
A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se alla data di valutazione finale (18 agosto 2027) nessuno dei titoli in gioco chiuderà a un livello inferiore alla stessa soglia limite di pagamento dei premi, il certificato sarà liquidato al suo prezzo di emissione, maggiorato dell’ultimo premio mensile di competenza e di quelli eventualmente non incassati nelle date di valutazione precedenti; b) se almeno uno dei titoli del paniere chiuderà invece con una perdita finale superiore al 40%, entrerà in gioco il cosiddetto «effetto Airbag», che introduce una sorta di ammortizzatore capace di ridurre l’impatto dello scenario negativo sul certificato. Concretamente, il rimborso teorico di un Cash Collect senza Airbag, che replicherebbe l’intera perdita maturata dal sottostante peggiore, verrà moltiplicato per il cosiddetto «Fattore Airbag», un coefficiente superiore all’unità derivante dal rapporto tra strike e barriera (100%/60%), che determinerà fattivamente un prezzo finale meno penalizzante. Per tutti i prodotti di questa serie tale fattore è pari a 1,6667: ciò significa che, per esempio, se il sottostante peggiore di un paniere devesse perdere il 50% rispetto al suo valore iniziale, il rimborso del certificato non sarebbe più pari a 50 euro (metà del prezzo di emissione) come per un Cash Collect tradizionale, ma a 83,33 euro (= 50*1,6667). A fronte di uno scenario di mercato che ha visto dimezzarsi il valore di almeno uno dei titoli in gioco, il certificato potrebbe contenere il saldo negativo al di sotto del 17%. Nel concreto, l’evento barriera determina un rimborso commisurato alla perdita maturata dal sottostante peggiore, calcolata però rispetto alla barriera stessa e non più allo strike, come se il “prezzo di carico” del sottostante fosse cioè rappresentato proprio dalla sua barriera. (riproduzione riservata)