Il Tesoro ha fatto centro. Il nuovo BTp con scadenza a 20 anni lanciato ieri sul mercato ha raccolto richieste per oltre 18 miliardi di euro a fronte di un importo in emissione che il Tesoro ha tagliato a 6,5 miliardi di euro. L'operazione ha avuto un notevole riscontro in Europa e all'estero grazie soprattutto alla tempistica scelta del ministero dell'Economia in un momento in cui le lunghe scadenze sono l'oggetto del desiderio di investitori grandi e piccoli. Due le novità da segnalare sul fronte dei titoli di debito: l’ennesimo record negativo dei titoli giapponesi (il decennale ha trattato a -0,128%) e l'Argentina tornata sul mercato obbligazionario internazionale per la prima volta dal default del 2001 con il lancio di un'emissione in quattro tranche (da 3 a 30 anni) da complessivi 16,5 miliardi di dollari. I rendimenti vanno dal 6,25% (per i triennali) fino ll’8% dei trentennali. Gli ordini hanno superato quota 68 miliardi, uno dei book più ampi mai visti per un'offerta obbligazionaria da parte di un paese emergente. Attiva sul primario anche la Germania, col collocamento di 3,198 miliardi di euro di Bund decennali a fronte di un'offerta fino a 4 miliardi; la domanda è stata sufficiente a coprire l'ammontare in offerta. In conclusione, continua l’attesa per la riunione della Bce di giovedì 21; l’attenzione è tutta concentrata sulle armi che il governatore della banca centrale vorrà citare come possibili mosse aggiuntive, una di queste sarebbe l’”Helicopter Money”. Questa misura, fortemente respinta dalla Germania consentirebbe alla Banca Centrale di immettere “denari freschi” direttamente nelle tasche dei cittadini, per rilanciare domanda e prezzi. Lo spread Btp/Bund ha trattato poco mosso a 124,80 punti base rispetto ai 122,924 pb della chiusura di martedì.