Il tanto atteso discorsi di Draghi è arrivato, non la tempistica del QE. Inevitabile delusione sul mercato, che si è tradotta in un aumento dei tassi dei titoli di stato, con il rendimento del Btp decennale tornato fino al 2,06% (spread ad oltre 130 punti), per poi ridimensionarsi. Alla chiusura, rendimento del Btp al 2,01% e spread a 125 punti.
Il differenziale Bonos/Bund segna invece 115 punti, per un tasso dell'1,89%. Draghi ha ribadito come nel Board della Bce ci sia unanimità in merito al possibile uso di ulteriori strumenti se necessario, ma il mercato è stato particolarmente rassicurato dal fatto che non c'e' bisogno dell'unanimità' in Consiglio Bce per un eventuale QE. Sono state inoltre riviste al ribasso le previsioni di crescita e di inflazione per il 2015. Secondo gli esperti quindi, resta la possibilista di un QE sui titoli di Stato all'inizio del prossimo anno. La Bce ha inoltre lasciato i tassi d’interesse al minimo storico, pari a 0,05%.
La Spagna ha oggi collocato 3,51 mld euro in Bonos a 3, 5 e 10 anni, raccogliendo un ammontare leggermente superiore ai 2,5-3,5 mld euro programmati. I rendimenti massimi dei titoli quinquennali e decennali sono scesi sui nuovi minimi storici, rispettivamente allo 0,959% e all'1,850%. La Francia ha invece emesso 4 mld euro di Oat a 9, 11 e 13 anni, completando così il programma di finanziamento di quest'anno; i rendimenti medi sono scesi su tutte e tre le linee. (riproduzione riservata)