Mercato obbligazionario fragile. Il sell-off iniziato nei giorni scorsi si sta facendo ancora sentire sui bond europei: le vendite si sono concentrate nelle prime ore di contrattazine, lasciando poi spazio a forte nervosismo su tutte le scadenze. Le aspettative inflazionistiche e i dubbi sulla Grecia continueranno ad alimentare la volatilità sui titoli governativi dell’eurozona. Secondo molti operatori, i migliori dati macro europei rispetto a quelli americani, stanno spingendo su i rendimenti. Il governo ellenico ha chiesto invece di posticipare il rimborso dei prestiti alla Bce, ma Draghi non sembra pronto ad accettare. Nel pomeriggio il presidente della Bce ha tranquillizzato il mercato, confermando la piena attuazione del programma di QE fino a quando l’inflazione non sarà tornata ai livelli prestabiliti. Secondo il capo dell’Eurotower un periodo di bassi tassi non è in grado di minare la stabilità del sistema nel suo complesso. Il Bund decennale tedesco ha chiuso in ribasso allo 0,794% sulla scia dei Treasury USA. Dopo i confusi movimenti di oggi, hanno chiuso vicino ai livelli di ieri i rendimenti lungo la curva italiana: biennale allo 0,172%, decennale all’1,86% e trentennale al 2,98%. Fermi gli spread: Btp/Bund a 114 pb e Bonos/Bund a 113 pb. Il discorso di Draghi al Fmi ha fermato l’apprezzamento della moneta unica nei confronti del dollaro: a metà giornata il cambio era tornato dopo 3 mesi sopra quota 1,14 chiudendo poi a 1,1364. Bankitalia ha diffuso il dato sul debito pubblico italiano, salito a marzo a 2.184,5 mld: in crescita la quota di titoli pubblici in mano a non residenti (38,7%). (riproduzione riservata)