Nessuna sorpresa dal meeting odierno della Bce: non ci saranno modifiche ai tassi di interesse e il QE proseguirà fino a settembre 2016. Secondo Draghi l’outlook europeo è migliorato rispetto a marzo, considerando il miglioramento della domanda domestica, i bassi prezzi del greggio, l'euro debole e le riforme strutturali. Pochi movimenti per i titoli periferici, con il rendimento del Btp decennale che ha chiuso la giornata all'1,25% con spread a 114 punti base, sugli stessi livelli del Bonos. Altro seduta da record per il Bund: il rendimento del decennale tedesco ha aggiornato più volte i minimi storici sul secondario, sia dopo l'odierna asta tedesca che in scia ai dati Usa e alla conferenza della Bce, fino allo 0,107%. Nonostante il calo della domanda, sul mercato primario Berlino ha collocato 3,271 mld euro di Bund decennali con il rendimento sui minimi storici allo 0,13%. Atene ha invece collocato 812,5 mln di euro di Bill a 13 settimane con rendimento al 2,70%, sugli stessi livelli della scorsa emissione del 18 marzo. Restano alti i costi di finanziamento greci: il biennale è al24% e il decennale è vicino al 12%. Draghi ha escluso la possibilità di un default della Grecia, ma sull'utilizzo dei titoli di stato ellenici come collaterale per le operazioni della Bce, ha detto che l'Eurotower reintrodurrà la deroga quando ci saranno "le condizioni" necessarie. Sul fronte macro, l’inflazione definitiva tedesca di marzo è salita dello 0,5% a livello mensile e dello 0,3% su base annuale; bene anche i dati francesi, +0,7% mensile (-0,1% annuale).