Dopo una mattinata di attesa nervosa il discorso odierno del presidente della Bce, Mario Draghi, convince e rassicura il mercato. Dopo l’acquisto dei covered bond la Bce inizierà ad acquistare anche gli Abs, piano della durata di 2 anni e nel quale non sarà esclusa la partecipazione delle banche centrali nazionali. “Insieme a misure di rifinanziamento a lungo termine che condurremo fino al giugno 2016 - afferma Draghi -, questi acquisti di asset avranno un impatto sui nostri bilanci, che ci aspettiamo tornino ai livelli che avevano ai primi del 2012”. La Bce ha inoltre annunciato di voler lasciare il refi rate la minimo storico (0,05%). Atteggiamento conservativo anche da parte della BoE, che mantiene il bank rate invariato allo 0,5% e il QE a 375 mld gbp.
Il comparto obbligazionario europeo risponde bene alle parole di Draghi. Lo spread tra Btp decennali e tedeschi scende a 153 punti, dai 162 della chiusura di ieri, per un rendimento del 2,4%. Il differenziale Bonos/Bund segna 131 punti per un tasso del 2,14%.
Giornata ricca di aste: la Spagna ha emesso 3,03 mld euro in Bonos stamattina, raccogliendo un ammontare lievemente superiore ai 3 mld previsti. Il Tesoro iberico ha emesso titoli a ottobre 2017 a un rendimento dello 0,720%, Bonos al 2024 all’1,941% e bond a ottobre 2023 all’1,941%. La Francia ha emesso 8,480 mld euro di titoli di Stato: il Tesoro francese ha collocato Oat a novembre 2024, maggio 2030 e aprile 2035 con rendimenti medi i calo su tutte e tre le linee, rispettivamente all’1,18%, all’1,81% e all’1,99%. Da segnalare il calo dei rendimenti ellenici a 10 anni, ora al 7,88%. (riproduzione riservata)