
Settimana scorsa Banco Bpm ha ulteriormente rinnovato la propria offerta di prodotti a rendimento cedolare quotando su Cert-X due diverse tranche di Equity Premium certificates, nella doppi versione Accelerator Coupon e Autocallable. La struttura delle due serie è abbastanza simile, almeno come logica di fondo, con una differenza significativa che emerge però sul fronte della gestione del potenziale esercizio anticipato che entrambe le tipologie prevedono. Ma andiamo con ordine.
Sia gli Equity Premium Accelerator Coupon sia gli Equity Premium Autocallable hanno una scadenza biennale (6 maggio 2026), ma i primi sono legati a panieri di tipo “Worst of” composti ognuno da una coppia di titoli azionari, mentre i secondi sono legati a singole azioni e quindi impongono un livello di rischio più contenuto. Entrambe le tipologie prevedono inoltre il pagamento di cedole trimestrali con memoria, vincolate al rispetto di un cosiddetto “Livello Soglia Cedola” posto per tutti al 75% dello strike. Partendo già dal prossimo 30 luglio, se nelle date di valutazione previste i sottostanti coinvolti rispetteranno tutti tale soglia limite, il premio trimestrale sarà corrisposto, mentre in caso contrario l’importo sarà trattenuto per poter essere eventualmente recuperato alla prima occasione utile, quando la stessa condizione dovesse risultare nuovamente verificata (effetto memoria). Su questo aspetto le due tipologie si comportano di fatto nello stesso modo, anche se per gli Accelerator Coupon la condizione di pagamento risulta più vincolante in quanto riferita a due diversi sottostanti, che dovranno rispettare il vincolo contestualmente. Gli importi trimestrali vanno da un minimo del 2% a un massimo del 2,95% lordo per gli Accelerator Coupon, da un minimo del 2,05% a un massimo del 4% per gli Autocallable.
Sempre con cadenza trimestrale, partendo però solo dalla fine del primo anno (28 aprile 2025) sarà inoltre disponibile un’opzione di esercizio anticipato, in virtù della quale l’investimento potrà essere liquidato prematuramente rispetto alla sua scadenza naturale. In entrambi i casi la condizione che dovrà verificarsi prevede che in una delle date di valutazione previste tutti i sottostanti coinvolti chiudano a un livello almeno pari al 100% del rispettivo valore iniziale, cioè maturino una performance non negativa. Diversa sarà però la gestione dell’eventuale rimborso: a) nel caso degli Accelerator Coupon, infatti, l’investimento sarà liquidato al suo valore nominale (100 euro), maggiorato del premio di competenza del trimestre in corso, di quelli precedenti eventualmente accantonati in memoria e anche di tutti quelli successivi che sarebbero stati pagati se il certificato non fosse state esercitato in anticipo; b) nel caso degli Autocallable, l’investimento sarà invece liquidato al suo valore nominale (100 euro), maggiorato del premio di competenza del trimestre in corso e di quelli precedenti eventualmente accantonati in memoria, ma non di quelli successivi. La denominazione “Accelerator” fa proprio riferimento a questa peculiarità, cioè quella di pagare tutti i premi previsti dalla struttura del prodotto, anche quelli futuri. Questa caratteristica può far lievitare il rendimento medio potenziale dei certificati, che potranno pagare lo stesso ammontare complessivo di cedole, ma su un orizzonte potenzialmente più ristretto.
Per esempio, il certificato su Amd e Tesla prevede una cedola trimestrale di 2,95 euro. Se alla fine del primo anno (28 aprile 2025) si realizzeranno le condizioni di esercizio (chiusura di Amd non inferiore a 146,16 dollari, chiusura di Tesla non inferiore a 180,01), il certificato sarà liquidato almeno a 114,75 euro: il certificato pagherà infatti il premio del trimestre in corso (2,95 euro) più i quattro premi di competenza dei quattro trimestri successivi (2,95*4=11,8 euro). In aggiunta, il prodotto potrebbe poi anche pagare gli eventuali importi accantonati nei trimestri precedenti. Allo stesso modo, alla fine del quinto trimestre il rimborso minimo sarebbe di 111,8 euro (quattro cedole), alla fine del sesto di 108,85 (tre cedole) e alla fine del settimo di 105,90 euro (due cedole).
In caso di esercizio a scadenza le due tipologie torneranno infine a comportarsi nello stesso modo, con il rimborso del valore nominale che sarà protetto fino a un livello barriera prefissato, posto al 55% dello strike per gli Accelerator Coupon, al 60% per gli altri. (riproduzione riservata)