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Unicredit bank ha quotato su cert-x due serie di certificati a rendimento cedolare

Doppia tranche di Cash Collect

02 novembre 2023, 02:00

Milano Finanza Intelligence Unit

I Maxi Premio prevedono il pagamento di una cedola maggiorata pari al 10% e sono i primi in assoluto legati a indici. Gli Step Down hanno una clausola di rimborso che diventa più accessibile nel tempo

Doppia tranche di Cash Collect

La settimana scorsa UniCredit Bank ha rinnovato la sua gamma di certificati a rendimento cedolare con una doppia emissione su Cert-X, che ha riguardato cinque Maxi Cash Collect su panieri di indici e nove Cash Collect Step Down su panieri di azioni.

Nel primo caso si tratta di una novità assoluta, non tanto per la struttura dei prodotti, che prevede il pagamento di un premio maggiorato, quanto per la sua applicazione a panieri composti da indici e non da azioni. Nel dettaglio, la gamma proposta comprende due diverse varianti: due certificati prevedono infatti anche un’opzione di esercizio anticipato, mentre gli altri tre non contemplano questa possibilità. La logica di base è però comune a tutti e cinque e si fonda su una scadenza quinquennale (23 ottobre 2028), accompagnata da una sequenza di date di pagamento trimestrali, che si aprirà il 25 gennaio prossimo e in corrispondenza delle quali i cinque certificati pagheranno tutti una serie di premi di tipo incondizionato, quindi svincolati dall’andamento dei sottostanti coinvolti, di ammontare compreso tra lo 0,68% e l’1,17% lordo trimestrale. Il 21 novembre prossimo potrà essere inoltre corrisposto un unico premio di ammontare maggiorato, il Maxi Premio appunto, pari al 10% lordo, che sarà però vincolato al rispetto di una barriera compresa tra il 50% e il 65% del valore iniziale degli indici in gioco: tale importo sarà quindi corrisposto solo se nessuno degli indici avrà maturato una perdita superiore al limite massimo definito dalla barriera. Per i due prodotti di tipo autocallable, a luglio del prossimo anno si attiverà inoltre proprio l’opzione di esercizio anticipato, in ragione della quale l’investimento sarà liquidato anticipatamente se in una delle date di valutazione previste tutti gli indici di un paniere dovessero maturare una performance non negativa.

A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se tutti i sottostanti in gioco rispetteranno la barriera, posta sempre tra il 50% e il 65% dello strike, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale e pagherà l’ultimo premio di competenza; b) se anche un solo sottostante non rispetterà invece la barriera, il certificato replicherà la performance maturata dall’indice peggiore, pagando sempre l’ultimo premio di competenza, che sarà anch’esso di tipo incondizionato.

I nove Cash Collect Step Down su panieri di azioni hanno invece tutti una scadenza triennale (15 ottobre 2026) e prevedono il pagamento di un massimo di 36 premi mensili condizionati con memoria, che saranno pagati se nelle date di valutazione previste, tutti i sottostanti coinvolti rispetteranno una soglia limite posta al 50% o 60% del rispettivo valore iniziale, a seconda dello strumento. Tutti gli importi potranno beneficiare dell’effetto memoria, quindi in caso di mancato pagamento di uno o più premi, gli stessi potranno essere sempre recuperati alla prima occasione utile, nel momento in cui la condizione di pagamento dovesse risultare nuovamente verificata.

Inoltre, a partire da aprile del prossimo anno, si attiverà anche un’opzione mensile di esercizio anticipato caratterizzata da un meccanismo cosiddetto “Step-Down”, in virtù del quale la soglia limite che dovrà essere rispettata da tutti i sottostanti perché l’esercizio risulti verificato, diminuirà di 5 punti ogni sei date di osservazione, partendo da un valore iniziale pari al 100% dello strike fino ad arrivare eventualmente a un minimo dell’85%. Con il passare del tempo l’opzione di esercizio diventerà quindi sempre più generosa, tenendo di fatto conto di uno scenario di mercato che nel frattempo avrà manifestato una tendenza negativa. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se tutti i sottostanti in gioco rispetteranno la barriera, posta sempre al 50% o 60% dello strike, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale e pagherà l’ultimo premio di competenza, più quelli eventualmente in memoria; b) se anche un solo sottostante non rispetterà invece la barriera, il certificato replicherà la performance maturata dal titolo peggiore e non pagherà alcun premio finale. (riproduzione riservata)



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