
Nell’immediata vigilia della pausa natalizia Bnp Paribas ha quotato sul SeDeX una doppia tranche di certificati, confermando una grande prolificità soprattutto sul mercato secondario. Nel dettaglio, l’offerta ha riguardato 18 Airbag Memory Cash Collect Callable su panieri e 28 Bonus Cap su singoli sottostanti, che hanno ulteriormente arricchito una gamma di prodotti d’investimento che comprende quasi 2.000 esemplari tra SeDeX e Cert-X.
Per quanto riguarda gli Airbag Memory Cash Collect Callable, la struttura prevede una scadenza triennale (21 dicembre 2026), che sarà però accompagnata da una fitta sequenza di finestre mensili di possibile richiamo anticipato a discrezione dell’emittente (facoltà “callable”), che si attiveranno a partire dal 19 settembre 2024 e in corrispondenza delle quali ogni certificato potrà essere liquidato al suo valore nominale (100 euro). Ciò significa che Bnp Paribas avrà la facoltà di rimborsare questi strumenti in anticipo, se e quando lo riterrà necessario, senza che debba verificarsi alcuna particolare condizione di mercato, a differenza di quanto accade invece per i certificati di tipo “autocallable”: ogni mese l’emittente potrà decidere di richiamare uno o più certificati, peraltro senza che questo comporti una reale penalizzazione per l’investitore, che potrà infatti comunque ottenere un rimborso pari al valore nominale dello strumento richiamato. Sempre con cadenza mensile, ma partendo già dal prossimo 30 gennaio, ogni certificato potrà inoltre pagare una serie di premi periodici, vincolati al rispetto di una soglia limite posta al 50% o 60% dello strike a seconda dello strumento: tutti questi importi potranno beneficiare dell’effetto memoria, in ragione del quale i premi eventualmente non corrisposti potranno essere sempre recuperati alla prima occasione utile, nel momento in cui la condizione di pagamento dovesse risultare nuovamente verificata. A scadenza, quindi in caso di mancato richiamo anticipato, il capitale iniziale sarà infine protetto fino a un limite di perdita massima identificato da un cosiddetto “Livello Airbag”, collocato anch’esso al 50% o 60% dello strike. Se uno o più sottostanti non dovessero rispettare questo limite, il rimborso sarà commisurato alla perdita maturata dal sottostante peggiore, calcolata però proprio rispetto al Livello Airbag, quindi drasticamente ridotta rispetto a quella effettivamente pagata dall’asset di riferimento.
Per quanto riguarda invece i Bonus Cap, sono 23 su azioni (AirFrance-Klm, Banco Bpm, Bayer, Deutsche Bank, Enel, Ferrari, Generali, Infineon, Lufthansa, Michelin, Repsol, Safran, Stm, Telecom, Unicredit e Zalando) e cinque su indici (Ftse Mib, EuroStoxx50, EuroStoxx Banks, EuroStoxx Oil&Gas ed European Tech), con scadenze suddivise tra giugno e dicembre 2024. La struttura è nota e prevede il pagamento a scadenza di un premio prefissato, il Bonus appunto, vincolato al rispetto di un limite di perdita massima identificato da un livello barriera, che in questa versione è di tipo continuo, cioè valido per tutta la durata dell’investimento. Perché il certificato possa pagare il rendimento previsto, il sottostante dovrà quindi mantenersi al di sopra della barriera durante tutta la vita del prodotto, anche a livello intraday. Al contrario, la garanzia di pagamento del Bonus decadrà e il valore di liquidazione finale sarà definito proporzionalmente alla performance maturata dal sottostante, fermo restando un limite massimo di rimborso rappresentato da un Cap posto allo stesso livello del Bonus. Nel dettaglio di questa emissione, i livelli barriera sono collocati al 60%, 70% e 80% del valore iniziale, mentre i Bonus pagabili a scadenza vanno da un minimo del 6% lordo dei due certificati sugli indici EuroStoxx Oil&Gas ed European Tech fino a un massimo del 26% di quello su Banco Bpm con barriera posta al 70%. (riproduzione riservata)