Nonostante gli interventi sui Paesi emergenti, gli investitori continuano ad interrogarsi sulle turbolenze che hanno coinvolto le valute locali, alimentando un’accresciuta avversione al rischio. Oggi i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona tendono a flettersi, per il maggiore appetito esercitato sugli investitori: il Btp decennale italiano ha toccato nel corso della giornata il rendimento del 3,78%, sui minimi da marzo 2013. Il costo del finanziamento per il debito sovrano italiano va al 3,80%, a 214 centesimi dal Bund tedesco; anche il rendimento del bene rifugio di Berlino è in netto calo, arrivando a toccare l’1,56%, su valori visti nel luglio 2013 e di gran lunga al di sotto dell’1,95% di inizio anno. Il differenziale tra Bonos e Bund è a 202 punti base, con il rendimento del Bono iberico al 3,67%.
Dopo il calo inatteso dell’inflazione tedesca, oggi è la volta delle vendite al dettaglio, che nell’ultimo mese del 2013 si sono contratte del 2,5% dal dato precedente, a dispetto delle aspettative di crescita degli analisti (+0,2%). Il dato più preoccupante di oggi è il nuovo indebolimento della dinamica inflazionistica che ha allarmato l’Eurozona: secondo le stime preliminari dell’Eurostat, l’inflazione di gennaio ha segnato un debole 0,7%, dato in frenata dal già esiguo 0,8% registrato nel mese di dicembre e sempre più distante dal target prossimo al 2% che definisce la stabilità dei prezzi. Il dato è tornato sui livelli registrati a novembre, mentre gli analisti attendevano un leggero miglioramento allo 0,9%; ciò alimenta le pressioni affinché l’Eurotower agisca con gli strumenti a sua disposizione per evitare la spirale deflazionistica. Poco conforta la stabilità della disoccupazione nell’Eurozona, il cui tasso nel mese di dicembre si è confermato stabile al 12%, anche se in discesa dal picco del 12,1% di settembre; nell'UE-28 il dato è sceso leggermente al 10,7% e in Italia è passato al 12,7% dal 12,8% di novembre.
Giappone e Stati Uniti offrono invece qualche spunto positivo. Il tasso di disoccupazione del Paese del Sol Levante è sceso al 3,7% a dicembre, mentre l’inflazione prosegue sul trend positivo dell’ultimo anno; inoltre, è in miglioramento anche la produzione industriale (+1,1% su base mensile). Negli Stati Uniti i consumi sono cresciuti a dicembre dello 0,4%, in rialzo da quanto si attendevano gli analisti (+0,2%), mentre i redditi personali sono rimasti invariati; complessivamente nel 2013 i consumi sono aumentati del 3,1% rispetto all'anno precedente.
Sul Mot, i titoli di Stato coi migliori realizzi sono il BTP-1FB33 5,75%, che avanza dello 0,53%, il BTP-1AG34 5% (+0,50%) e il BTP-1MZ21 3,75% (+0,49%); cedono rispettivamente lo 0,16% e lo 0,15% gli indicizzati BTPI-15ST17 2,1% e BTPI-15ST14 2,15%. Tra i non governativi avanza RBS NV20 INFLAZIONE CAP&FLOOR 10Y, in progresso del 2,3% e il più trattato a tasso fisso SG AP15 TF 5,6 RUPIE INDIANE (+1,55%); in perdita RBS DC24 ROYAL 220 (–2,05%) e UBS LG14 CLASSICA FIXED RATE SC TRY (–1,61%).