“Tornare ad una disoccupazione a una sola cifra”, questo l’obiettivo del presidente del Consiglio Matteo Renzi, secondo quanto ribadito durante la conferenza stampa con il premier britannico David Cameron. I numeri che arrivano dall’Istat, infatti, hanno mostrato una continua crescita del tasso di disoccupazione italiano, salito a febbraio fino a raggiungere i livelli più alti dal 1977. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 13,0%, stabile in termini congiunturali ma in aumento dell’1,1% su base tendenziale.
In aumento anche il numero di disoccupati, cresciuti dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 9,0% su base annua, mentre gli occupati sono in diminuzione dello 0,2% su base mensile e dell'1,6% nei dodici mesi. A Londra, il premier Renzi ha commentato il tasso di disoccupazione definendolo “sconvolgente, ma in linea con quanto sta accadendo" nell’economia.
Oltre ai numeri sul Bel Paese, in mattinata sono stati diffusi anche i dati relativi al tasso di disoccupazione dell'area della moneta unica e della Germania, entrambi piuttosto stabili. Nell’Eurozona, infatti, il livello della disoccupazione a febbraio è rimasto fisso all’11,9%, seppur prossimo ai massimi dal 1992; in Germania, il tasso di disoccupazione di marzo si è confermato fermo al 6,7%, in linea con il dato di febbraio e in calo rispetto al consenso posto al 6,8%.
Fra gli altri dati macroeconomici della giornata, l’indice Pmi manifatturiero della zona euro ha segnato a marzo 53 punti, in linea al consenso ma in diminuzione dal dato di febbraio. Benché il dato resti solido, i numeri al di sotto del picco di gennaio e dei 53,2 punti di febbraio delineano una riduzione dell’attività manifatturiera. Guardando ai singoli Paesi, invece, i Pmi sono aumentati in tutti i principali Stati della zona euro, esclusa la Germania.
Sul mercato obbligazionario, lo spread tra il Btp benchmark e il Bund di Berlino si attesta a 171 basis points, dopo essere scivolato nel corso della seduta sotto quota 170 punti, toccando i minimi da gennaio 2011; il titolo di Stato decennale prezza così un rendimento del 3,29%. Il differenziale fra il Bono iberico e il titolo tedesco a 10 anni segna invece 167 centesimi, per un tasso retributivo del 3,25%.
Sul MOT i governativi con le migliori performance sono l’indicizzato BTPI-15ST35 2,35%, che primeggia a +0,32%, il BTP-1ST40 5%, in crescita dello 0,21% e l’indicizzato BTPI-15ST26 3,1%, a +0,19%. Il BOT ZC GE15 A EUR, invece, cede lo 0,21%, mentre il BTP ITALIA 26MZ16 EU e il BTP TF 4,75% ST28 EU scambiano poco sotto la parità. Fra i titoli del debito corporate, MOVIEMAX TF 8% DC19 è in testa alla classifica dei migliori con un +12,28%, seguito da DEXIA C-OT20 SER.ORD (+2,44%); dal lato dei peggiori, RBS DC24 ROYAL 220 lascia sul terreno l’1,28%, mentre DEXIA C-NV24 SER. OR cede lo 0,99%.