Scende a maggio, per il quinto mese consecutivo, l’indice dei prezzi alla produzione dell’Eurozona toccando il -0,1% su base mensile, mentre annualmente è arrivato al –1%. Il dato su base annuale è in linea con il consenso degli economisti, ma si tratta di una cattiva notizia per la Bce. Infatti questo risultato, che indica che l’inflazione rimarrà molto bassa, “aumenta la pressione sull’Eurotower perché faccia di più”, come afferma Ihs Global Insight. Ci si attende quindi che la Bce si focalizzi sull’eccessiva forza dell’euro e che attui una QE, anche se per ora la Banca centrale rimane in attesa degli effetti delle misure annunciate a giugno. Sempre quest’oggi, la Germania ha collocato Bobl della durata di 5 anni, registrando un buon risultato. Difatti, il rendimento è calato allo 0,33% ed il bid to cover è salito a 2,03 dal precedente 1,48 dell’asta dei primi di giugno. Tale esito è stato conforme alle attese, visto il supporto fornito dalla grande quantità di rimborsi e di coupon che la Germania pagherà venerdì. Passando al settore macroeconomico statunitense, settimana scorsa l’indice che misura il volume delle richieste di mutui si è attestato a 347,3 punti, diminuendo dello 0,2% rispetto alla settimana precedente, inoltre in base alla stima Adp, a giugno è stato registrato un aumento dei posti di lavoro nel settore privato che ha superato di molto le previsioni.
Il differenziale tra i Btp ed i Bund ha continuato a crescere per tutta la giornata, partendo da un minimo di 157 punti base e toccando il massimo giornaliero di 164 punti durante la seconda metà della seduta. Anche lo spread tra i Bonos e gli omologhi tedeschi ha subito un graduale aumento, cominciando a decrescere a fine giornata e registrando il minimo a 139 punti base.