Lo spread Btp/Bund tratta in lieve rialzo a 123,609 pb. Nulla di fatto dalla Bce in termini di aggiustamenti tecnici al piano di QE anche se Mario Draghi ha affidato ai comitati l'incarico di valutare tutte le opzioni per l'attuazione del programma di acquisti, fino ad ipotizzare il ridisegno del piano alla luce della nuova configurazione dei tassi. Questo elemento lascia intendere la possibilità di una manovra più ampia e articolata nelle prossime riunioni. È facile intuire che il presidente vuole soluzioni pronte nel caso l'attuale pool di asset idonei all'acquisto si riveli insufficiente. Oltre a ciò Draghi ha nuovamente sottolineato con forza i limiti della politica monetaria, ribadendo che la crescita è un compito che spetta ai Governi e alla politica fiscale. Il tono del presidente e l'assenza di indizi di estensione del QE hanno deluso il mercato, però questa delusione dovrebbe essere di breve durata. Lo scenario di crescita della Bce potrebbe rivelarsi ottimistico nei prossimi mesi. Un intervento sui tassi sembra poco probabile: nonostante Draghi sostenga che i tassi negativi siano uno strumento efficace per allentare le condizioni monetarie, ulteriori riduzioni potrebbero cominciare a pesare sulla redditività di alcune parti del sistema finanziario in modo significativo. La Bce ha fatto di tutto per sottolineare che i Governi europei dovrebbero iniziare ad aiutarla fornendo maggiori impulsi. La Bce ritiene che la ripresa europea stia avvenendo a un ritmo regolare e soddisfacente. I tassi di interesse sono e rimarranno bassi, ma non sono destinati ad andare molto più giù. Se i Governi europei avranno il coraggio di attuare politiche di bilancio più espansive, le aspettative inflazionistiche nell'Eurozona potrebbero essere riviste al rialzo. (riproduzione riservata)