Deludendo le attese che prevedevano un dato invariato, la produzione industriale tedesca per il mese di maggio è scesa dell’1,8%. Secondo il ministero dell’Economia, i motivi sono molteplici: tale contrazione sarebbe dovuta sia ai ponti festivi, sia all’indebolimento del settore costruzioni, sia per fattori geopolitici. Inoltre, se uniamo questo dato con i Pmi che hanno mostrato precedentemente un rallentamento, le preoccupazioni ed i timori sul recupero economico aumentano. Il secondo trimestre, quindi, quasi certamente si chiuderà con una forte contrazione della produzione, nonostante le prospettive per l’economia tedesca rimangano positive. Anche la produzione industriale in Spagna è scesa, registrando un –0,7% su base mensile, dopo la crescita dell’1,5% di aprile. Tale dato non risulta essere preoccupante, dal momento che il livello è comunque elevato e che gli indicatori sulla fiducia mostrano un miglioramento per i prossimi mesi. Ora gli operatori sono in attesa di venerdì, quando ci sarà la lettura definitiva dell’inflazione per il mese di giugno; se i prezzi aumentassero, potrebbe non esserci un futuro acquisto massiccio di asset, che creerebbe del malessere sui mercati.
Siccome il calendario di oggi è leggero, il differenziale tra i Btp decennali e gli omologhi tedeschi è rimasto stabile tra i 155 ed i 157 punti base, calando leggermente a metà seduta. Lo spread tra i Bonos ed i Bund invece ha toccato il punto minimo dopo il dato sulla produzione industriale spagnola, registrando 140 punti base, successivamente è rimasto stabile intorno ai 143 punti base.