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Il rendimento del Bund decennale èin calo allo 0,335%, in scia al movimento al ribasso del costo di finanziamento del Treasury dopo il deludente dato sul Pil Usa. In leggero allargamento invece i rendimenti dei paesi periferici: il Btp è all’1,66%, per un differenziale a 132 punti base, l’Ot è al 2,38% mentre il Bonos all’1,45%, con spread rispettivamente pari a 204 e 111 punti. Stabilmente sotto pressione la Grecia, con il rendimento del decennale l’11%, con il triennale al 18% ed il quinquennale al 16%.
Giornata priva di aste rilevanti, ma ricca di dati sul fronte macroeconomico: la lettura preliminare dell’infalzione nell’Eurozona si è attestata a –0,6% su base annua, al di sotto delle attese. Male anche il dato core, cresciuto dello 0,5%, raggiungendo il minimo storico. Il tasso di disoccupazione (destagionalizzato) nell'area euro, è risultato pari all'11,4% a dicembre. Come sottolineato dagli analisti, la crisi del comparto energetico inizia a pesare sui dati macro, con i primi effetti sull’indice core. I benefici del Qe, che prenderà il via a marzo, saranno tangibili solo tra diversi mesi. Per quanto riguarda i singoli paesi, le spese per consumi familiari in Francia nel mese di dicembre sono salite dell'1,5% a livello mensile (+0,5% annuale), mentre l’indice dei prezzi alla produzione industriale è sceso dello 0,9% su base mensile a dicembre (-2,9% annuale). In Spagna invece, la stima preliminare del Pil del quarto trimestre ha mostrato un rialzo dello 0,7% rispetto ai 3 mesi precedenti. (riproduzione riservata)