L’indice Pmi composito dell’Eurozona di novembre si è attestato a 51,4 punti, in calo rispetto al dato definitivo di ottobre a 52,1 punti e al consenso (a 52,3 punti). Il Pmi manifatturiero è sceso a 50,4 punti, mentre quello dei servizi si è attestato a 51,3 punti. Preoccupa molto il rallentamento dell’economia tedesca: l’indice Pmi composito si è attestato a 52,1 punti rispetto ai 53,9 di ottobre. L’indice manifatturiero è sceso a 50 punti da 51,4 mentre quello servizi a 52,1 da 54,4 rispetto ai 54,5 previsti.
Il rendimento del Bund decennale è sceso allo 0,8% dopo i dati, ma gli spread periferici non hanno subito forti rialzi grazie della diminuzione dei rendimenti di quasi tutti i titoli di Stato europei, in virtù delle aste odierne. La Spagna ha collocato 3,037 mld euro in Bonos al 2017, 2020 e 2041, raccogliendo un ammontare superiore ai 2-3 mld programmati. Bene anche i collocamenti del tesoro francese, che ha emesso il massimo programmato (pari a 7,5 mld euro) in Btan a febbraio 2017, luglio 2017 e Oat a 5 anni. L’indice Pmi composito della Francia rimane al di sotto della soglia dei 50 punti, attestandosi a quota 48,4 punti. L’Istat ha diffuso i dati di settembre sul fatturato dell’industria (-0,4% su base mensile) e sugli ordinativi totali all’industria, in flessione congiunturale dell’1,5%.
In calo anche l’indice sulla fiducia dei consumatori dell’area euro, sceso a -11,6 punti dai -11,1 di ottobre. Il differenziale Btp/Bund si attesta poco al di sopra della soglia dei 151 punti base; quello spagnolo è a quota 130. (riproduzione riservata)