Notizie positive dall’America nell’ultima giornata della settimana dal mondo del lavoro, che concedono una tregua ai mercati. I non farm payroll hanno stracciato il consenso salendo di 292.000 unità a dicembre, contro le aspettative a 200.000 unità, ma i salari sono scesi dello 0,04% a 25,24 dollari. Dati meno incoraggianti in Europa: la produzione industriale in Germania è diminuita a sorpresa dello 0,3% m/m a novembre. Su base annuale il dato è cresciuto dello 0,1%. Sempre nello stesso mese, l'output del comparto manifatturiero si è contratto dello 0,8% m/m mentre quello del settore costruzioni è aumentato dell'1,6% m/m. Il dato sulla produzione di ottobre è stato rivisto al +0,5% m/m dal +0,2% m/m dichiarato precedentemente. Inoltre la bilancia commerciale della Germania ha registrato a novembre un surplus di 19,7 mld euro (dato destagionalizzato), in ribasso rispetto al dato di ottobre che si assestava a 20,8 mld e in diminuzione anche rispetto ai 20,3 mld euro del consenso degli economisti. Le esportazioni sono salite dello 0,4% a livello mensile e le importazioni sono aumentate dell'1,6% m/m. Il surplus delle partite correnti si è invece attestato a 24,7 mld euro. Il settore export non riuscirà però a prolungare la recente storia di successi a causa dei continui timori sulla Cina e del calo prolungato dei prezzi del greggio e dell’assenza di dinamiche di crescita globali. Lo spread Btp/Bund tratta poco mosso a 100,15 pb, il decennale italiano rende attualmente l’1,522%, il Bund tedesco lo 0,516%. (riproduzione riservata)